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martedì 14 febbraio 2012

L'anticristo di febbraio



                                                     IN PRINCIPIO FU IL VERBO

martedì 7 febbraio 2012

Steve Jobs batte Gesù 10 a 0




Scivolando sulle pareti viscide di Facebook può capitare (più o meno involontariamente) di incastrarsi su qualche mattonella più sporgente. Ieri ad esempio  ho avuto l’enorme piacere di trovarmi di fronte alla bacheca di Gesù. Eh si: Gesù personaggio pubblico,  che piace a 59,829 persone e che poi ho scoperto essere in competizione con un altro Gesù personaggio pubblico , che invece, poveraccio, piace a sole 7.496 persone ( sarà un abusivo?). In compenso, a tenere alta la bandiera di questo sant’uomo che è Gesù, c’è anche l’organizzazione comunitaria  quelli che amano Gesù che piace a 20.428 persone. Poi c’è il Club di Gesù, appena 1.719 persone e molto hackerato: pensate che l’utente Chuck Norri è intervenuto di recente con un “p*****ssima madonna”, senza neanche premunirsi di scrivere il nome della vergine in maiuscolo. Dunque quanto fa in tutto? Facciamo i conti: 59.829 + 7.496 + 20.428 + 1.729 = 89.482.
Voi  capirete bene che non potevo esimermi dall’andare a fare il confronto con altri personaggi pubblici.
Karl Marx batte Gesù abbastanza agevolmente: 99.151 “mi piace”; e poi da solo! Senza club! Va detto che però Lenin se la cava malissimo: 25.872 gradimenti.  Francesco Totti in compenso ha diverse fonti di gradimento: Francesco Totti gruppo – 8.445; Francesco Totti atleta -25.814; Francesco Totti Rome Italy atleta – 48.369; Francesco Totti (e basta)  - 19.224; Francesco Totti fan – 159.497; Francesco Totti pagina sociale – 274.187. Il capitano li frega tutti, Gesù, Marx e Lenin messi insieme: piace a 535.536 persone. Che invidia ragazzi. Non ce n’è neanche per il Mahatma Gandhi: appena 56.884 fan.

Vabbè ma che c’entra, si sa che questi qui sono delle cacchette: chi ha scritto veramente il Manifesto del Partito comunista? Chi ha detto veramente “ non accumulare tesori in terra”? chi ha suggerito al nostro capitano il celebre “ vi ho purgato ancora”? Ma è Steve Jobs!  Steve Jobs c’ha sette atmosfere nel cranio, Steve Jobs ha inventato il fucile ad acqua, Steve Jobs ha detto “ Hasta la victoria, siempre!”, Steve Jobs ha detto: “ passame er sale”,  Steve Jobs ha detto: “ amici ararara”. E infatti Steve Jobs ha 2.296.128 fan!!!

Ma poi cosa scopro? ORRORE!!! Vasco Rossi ha 2.787.991 fan. ARGHHHH. Steve Jobs, colui che evangelizzò il mondo con l’Ipod, l’ipad, L’i cazz e l’I pipp, surclassato dal fellone di Zocca! Gesù, Totti, Lenin, Marx  e Gandhi: RIBELLATEVI! Steve Jobs batte Gesù 10 a 0, e Vasco Rossi me lo sorpassa in curva? Per fortuna che c’è John lennon , aaaahhh…6.156.905 fan.



CasaPound non è Bene





Ci risiamo: dopo la causa della figlia di Ezra pound, Mary de Rachewiltz, quelli di casaPound cercano nuove rogne, o nuova pubblicità, a seconda dei punti di vista. Come al solito io arrivo in  ritardo, perché la dichiarazione di Gianluca Iannone è del 24 gennaio scorso. Vediamo un po’ cosa ci dice di interessante il nostro giovine:

  "Oggi abbiamo lanciato una provocazione: intitolare per 24 ore il nostro movimento al grande genio 'non conforme' del Novecento italiano, Carmelo Bene. Lo abbiamo detto: è un omaggio a chi ha fatto della sua vita un'opera d'arte, come Bene, ed è una sfida contro i cultori dell'ortodossia del pensiero e contro tutte le gabbie materiali come quella in cui Ezra Pound venne recluso da vivo, o filosofiche, come quella in cui qualcuno lo vorrebbe rinchiudere da morto, finendo, inconsapevolmente, per tradirne la memoria. Ezra Pound è, come Bene, un genio del '900. Appartiene a se stesso e a tutti gli altri, nessuno escluso”.

 Bravissimo Iannone: Carmelo Bene appartiene a se stesso. Nessuno vuole rinchiudere Carmelo Bene in una gabbia filosofica, dunque? Perché rinchiuderlo in una casa? La vostra poi? Ma non potreste intitolarla casaIannone così lasciate in pace i geni?

 Pare che  Salomè, la figlia dell’attore scomparso nel 2002, abbia diffidato l’associazione di estrema destra (http://www.unita.it/italia/la-figlia-di-carmelo-bene-br-casapound-non-usi-il-nome-di-papa-1.375890). In compenso però, la sorella di Carmelo Bene, Maria Luisa, si è lasciata tentare ( http://www.corriere.it/cultura/12_gennaio_24/mastrantonio-casapound-cambia-per-un-giorno_4f6808e6-4671-11e1-90ee-63dee1b6b376.shtml). “Carmelo viveva sempre la sua vita come una ricerca e una provocazione. Ma a differenza di Pasolini, non mescolava arte e politica, e non ha mai ceduto alla politica. Da vivo e da morto, politicamente, Carmelo è stato tirato per la giacca da ogni lato. Così ho aderito a questa iniziativa. Con lo spirito provocatorio con cui lui ha vissuto”. Ma come? Se è vero che tuo fratello in vita è stato tirato per la giacca da ogni lato, ma non mescolava mai arte e politica, adesso proprio in quel lugubre casermone dell’Esquilino me lo vai a portare cara Maria Luisa?

 Insomma dopo la sorella di Nietzsche, anche quella di Carmelo Bene. Almeno in questo caso il dramma si è consumato solo per 24 ore.  Per Nietzsche, grazie alle manipolazioni della sorella, l'equivoco durò decenni.

 Per  riabilitare il filosofo tedesco fu necessaria l’opera di fior di intellettuali, uno per tutti George Bataille, che dedicò un numero di Acéphale, intitolato "Riparazioni a Nietzsche", sul tema "Nietzsche ed i fascisti." In tale sede, ribattezzò ironicamente Elisabeth Förster-Nietzsche come "Elisabeth Judas-Förster," ( viste le dichiarate tendenze antisemite della signorina). Bataille inoltre ricordò la dichiarazione di Nietzsche stesso: Mai avere a che fare con chiunque sia compromesso con questo imbroglio sfacciato a proposito delle razze.

Comunque ormai la frittata è fatta: martedì 24 gennaio, CasaPound ha cambiato l’insegna sulla sede del quartiere Esquilino, e il nome di Bene, è stato sostituito a quello di Pound accanto ai caratteri " CASA" in classico stile ventennio. Chi sarà il prossimo sfortunato defunto che non potrà replicare? Chissà cosa ne pensano  i "progressisti" Piero Sansonetti e Ritanna Armeni che in passato hanno solidarizzato con blocco studentesco (costola di casaPound) per il "diritto di manifestare liberamente e pacificamente" (http://www.ilfoglio.it/soloqui/5080 ). Saranno solidali anche con questa simpatica iniziativa?

Nel mio piccolo mi ci metto anche io. E già, Proprio su questo blog, qualche settimana fa, scrivevo un articolo su Carmelo Bene in uno spazio che ho intitolato "radical deluxe", dove io, dichiaratamente di sinistra, mi propongo di insegnare a quelli di destra cos'è la destra . Mi avranno preso in Parola? Profeta o stronzo? Fate voi cari lettori, perchè io nella mia rubrica passo in rassegna tutti i cosiddetti "irregolari", che certamente non sono mai stati di sinistra, ma men che mai fascisti, anzi! del fascismo si sono fatti beffa! Destra non è fascismo; destra è un pensiero nobile che in Italia non è stato mai concepito, e Carmelo Bene fu l'antitesi del fascismo: fu un Pinocchio stirneriano. Ecco il mio post: http://caffescorretto.blogspot.com/2012/01/carmelo-bene-pinocchio-stirneriano.html.

Ma Carmelo bene per Fortuna se ne fregava: "Me ne infischio del governo, della politica, del teatro soprattutto. Me ne frego di Carmelo Bene, io. Voi no, ma io sì". Inutile dire che i fascisti salentini (terra d'origine di Bene) hanno utilizzato il suo "me ne frego" in modo strumentale per associarlo ai soliti sepolcrali  e macabri manifesti littoriani. E per quanto riguarda un'eventuale riabilitazione dopo l'orribile pacchianata all'Esquilino, ecco come replicherebbe uno dei più grandi geni del 900...prego maestro:










mercoledì 1 febbraio 2012

Attilio Befera e le innocenti evasioni




E’ proprio vero:  “siamo un paese abituato a dittatori e papi, dunque non riusciremo ad essere altro se non fedeli o sudditi: mai cittadini”. Così si è espresso ieri sera Massimo Giannini, il vicedirettore di Repubblica , a Glob Spread, il programma condotto da Enrico Bertolino. Possibile che non riusciremo mai a pensare che lo stato siamo noi? In Italia mancherà sempre quell’antipatica, ma sana “borghesia calvinista” (così l’ha definita sempre lo stesso Giannini)  abituata a pensare che lo stato non sia qualcosa di “altro” da se. Se lo stato sono “loro” o “lorsignori”, ci sentiremo sempre autorizzati a fregarlo, e così fregheremo anche noi stessi. Del resto siamo sempre noi italiani ad aver assistito, o peggio ancora partecipato, al famoso trionfo della maggioranza bulgara di Berlusconi nel 2008: l’ex premier  proprio in quell’anno dichiarò: “se c’è uno Stato che chiede un terzo di quanto guadagni allora la tassazione ti appare una cosa giusta. Ma se ti chiede il 50-60% di ciò che guadagni, come accade per le imprese, ti sembra una cosa indebita e ti senti anche un po' giustificato a mettere in atto procedure di elusione e a volte anche di evasione”. Se lo dice lui, buona camicia a tutti.

 Se però il suddito\fedele italico non è ancora convinto e necessita di qualche delucidazione teorica, potrebbe  acquistare un simpatico libricino di 165 pagine nel quale mi sono imbattuto facendo alcune  ricerche sul web:  elogio dell’evasore fiscale  di tale Leonardo Facco (http://www.ibs.it/code/9788874244874/facco-leonardo/elogio-dell-evasore.html). Ve ne do una breve descrizione tratta dalla pagina di IBS libri: « “Le tasse sono un furto e non pagarle è legittima difesa". Non si tratta di uno slogan da qualunquisti o dell'affermazione di qualche evasore. Le imposte, come spiega l'etimologia stessa della parola, sono un atto di coercizione bella e buona, un esproprio ai danni di chi onestamente lavora e produce, una rapina legalizzata…"Elogio dell'evasore fiscale" non è una mera provocazione culturale né un'operazione populistica, bensì l'espressione di una coscienza di classe (sic) che va maturando in Italia.. dalle clamorose truffe nascoste nelle accise al prelievo occulto da parte dello Stato nelle nostre tasche, passando per tutta una serie di trucchi…». Insomma anche qui lo stato non siamo noi, e di nostro ci sono solo le famose  “tasche” . Il marchio  sembrerebbe sempre “Made in Arcore”.  Dello stesso autore  si possono acquistare anche Umberto Magno, la vera storia dell’imperatore della padania, e C’era una volta il Che, Ernesto Guevara, tutta un’altra storia. Facco, In quest’ultima imperdibile opera, si chiede: “Che Guevara era davvero un eroe senza macchia e senza infamia?”. Agli evasori l’ardua sentenza.

lo spot "lombrosiano"contro l'evasione fiscale

La domanda che mi pongo a questo punto è la seguente: esisteranno gli italiani onesti? Ma si! Domanda retorica, risposta scontata. Un sospetto però mi continua a tormentare da settimane: la campagna di dissensi che ha  investito Equitalia, punta a fare chiarezza sulle modalità di trasparenza delle procedure utilizzate da questa società  per riscuotere i tributi, o punta a  battere ancora il tasto sul discorso che le tasse non vanno pagate? So di infilarmi in un vespaio, ma cominciamo innanzitutto a vedere chi sono le vespe. Chi sono?  Tutta Italia. Già: gli italiani, atavicamente refrattari ad ogni forma di insurrezione, di fronte alle tasse,  improvvisamente si scoprono tutti bombaroli e solidarizzano con i fantomatici anarchici informali della FAI. Chi saranno questi anarchici informali? Perché informali? Ti danno del tu? Si snodano la cravatta? Ci prendiamo un caffè? Se famo na’ canna? Agli italiani non interessa: dalla Sicilia al mare, dalle Alpi ai Pirenei, tutti, ma proprio tutti, hanno rumorosamente inveito contro i tassatori bastardi ed in molti sono passati sopra all’ “episodio” dell’attentato. Una mia cara amica una volta si chiese: “ ma se scoppia una bomba ad Equitalia vi esce un cetriolo dal culo?” Evidentemente siamo diventati la repubblica dei cetrioli. Sulle bombe il sottoscritto invece non è passato sopra ed ha pubblicato un articolo presente su questo blog (http://caffescorretto.blogspot.com/2011/12/bombe-equitalia-e-minchiate-sul-web.html).

Curioso poi, è stato vedere quanto l’antiEquitalismo abbia unificato l’inunificabile: ad esempio casaPound Italia e gli utenti dell’antifascistissimo Indymedia.  Infatti è da tempo che casaPound porta avanti un’iniziativa: “ firma la legge, ferma Equitalia”. Così come da tempo su Indymedia fioccano articoli, post e commenti al vetriolo (per usare un eufemismo) sulla terribile Equitalia. Ad esempio questo: (http://italy.indymedia.org/node/3399). In questo articolo, nonostante il tentativo sia quello di stigmatizzare l’operato persecutorio dell’apparato di Befera e soci , che pignora il conto corrente ad una povera signora sessantacinquenne, si ottiene l’effetto opposto: si parla di una pensionata che non paga le tasse. Né più né meno. Leggetelo bene e vedrete che è così. Ma come? E’ povera!  Equitalia se la prende solo con i poveri? Sarà povera, ma non paga le tasse. E' il suo stesso avvocato (Valeria Bertuccioli) ad ammetterlo: “Questo è indiscutibile ma non per colpa sua. E comunque, può capitare di essere in debito con l’erario e in questo caso la mia cliente non lo nega di certo”. Le chiameremo “innocenti evasioni”. Chiaro che non sono le uniche e ovviamente non le più gravi.

 I grandi evasori. Oohhh, qui casca l’asino: ecco quale sarebbe il grosso della contestazione. Equitalia è forte con deboli e debole con i forti. A tale proposito ecco un articolo che chiarisce la faccenda (http://roma.indymedia.org/articolo/40758/equitalia-mastino-ma-solo-con-i-piccoli).  In questo articolo firmato Sara Nicoli (Fatto Quotidiano) purtroppo però, a mio avviso si usa quel linguaggio che ho deplorato all’inizio di queste mie considerazioni intorno all’italica tendenza a non sentirsi mai “stato”. Ecco cosa scrive la giornalista: “qualche anno fa, intorno al 2005, con lo Stato esattore si poteva ancora parlare”. Siamo di nuovo alla dialettica cenciosa e trita del “noi” e del “loro”: ultimamente la sta riproponendo in modo quanto mai stucchevole  un altro fra i vari pifferai di successo: Beppe Grillo. Anche nel caso di Grillo, dobbiamo constatare quanto sia copiosa la schiera di stolidi che rammaricandosi di non poter essere sudditi, possono almeno  consolarsi di essere “fedeli”.  “Stato esattore” poi,  è un linguaggio che non riesco a condividere: la giornalista poteva scrivere direttamente “usuraio”; il termine  avrebbe saputo stuzzicare gli appetiti populisti di quel  fasciocomplottismo da web, che ha saputo recuperare nella  brodaglia stregonesca poundiana solo il peggio: le teorie economiche e il fascino per le mascelle volitive.

Comunque rimane il fatto che Equitalia ancora non ha toccato le grosse rendite. Sarà per questo che Attilio Befera ha appena dichiarato guerra alla grande evasione?  Forse il giro di vite era in atto già da prima, ma la grande evasione è grande anche perché non ha pensioni da 465 euro da nascondere, ergo  più  grandi sono le rendite e più labirintici saranno i percorsi da seguire per recuperare il maltolto. Perché in Italia è pratica nazionale non solo l’evasione, ma anche un’altra “innocente evasione”, che non è una canzone di Lucio Battisti, ma un sotterfugio giuridico per pagare di meno: l’elusione. Se poi quello di Befera  è tutto uno spot e le cose torneranno come prima lo scopriremo solo vivendo  (sempre per restare in tema battistiano), comunque ecco la cosiddetta “svolta di primavera”: (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/befera-2011-fatti-milioni-controlli-recuperati-miliardi-euro/187981/).
Quello che mi rattrista è che per arrivare ad una coscienza civica che possa essere definita tale, nel nostro paese, bisogna passare sempre per bombe, contestazioni, sospetti e psicodrammi; senza neanche la certezza ( perchè certezze in Italia non ve ne sono mai) che chi è preposto a compiere quella che sembrerebbe essere una svolta epocale, sia realmente all’altezza, morale e professionale, della situazione. Befera riuscirà a far crollare i sospetti che alcune “evasioni” siano più “innocenti” di altre? Vedremo.
Una certezza ancora più amara comunque mi accompagna: per il momento sono  gli italiani in genere a non essere all’altezza di quella antipaticissima “borghesia calvinista”, che sarà pure antipatica, ma non è lagnosa e paga le tasse.