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giovedì 29 dicembre 2011

Google Zeigeist 2011: sapevatelo!





 Dopo aver detto peste e corna nei miei sette articoli su Zeitgeist , la serie di documentari di Peter Joseph usciti fra il 2007 e il 2011, mi viene proprio voglia di dire qualcosa su un'altra operazione che mi ha colpito e che porta lo stesso nome, anche se lo “spirito” (mi perdonerete il gioco di parole) è completamente diverso.

 Quali sono stati gli eventi salienti del 2011? Zeitgeist ha cercato tra miliardi di ricerche eseguite su Google per individuare le dieci ricerche mondiali in più rapida ascesa e catturare lo spirito del 2011 . Così recita l’introduzione nella homepage di Google Zeitgeist 2011. (http://www.googlezeitgeist.com/it). E cosa scopriamo? Che nella top ten delle ricerche mondiali al primo posto c’è Rebecca Black. Chi è? Ma come? Non lo sapevate? Sapevatelo: “ha fatto colpo su Internet con l'uscita del suo singolo pop del 2011 "Friday". Il video musicale ha fatto diventare improvvisamente la tredicenne una celebrità quando è diventato virale, totalizzando quasi 167 milioni di visualizzazione su YouTube”.
Al quarto posto c’è “La giovane mamma Casey Anthony .E’ stata accusata di omicidio di primo grado quando sono stati ritrovati i resti di sua figlia di due anni Caylee in un'area boschiva vicino alla sua abitazione a Orlando, Florida. Una giuria l'ha dichiarata non colpevole il 5 luglio 2011. Pare che la Anthony sia diventata in pochissimo tempo molto più popolare di Amanda Knox. Accipicchia! 

Seguono il videgioco Battlefield3 (chi può farne a meno?); l’iPhone5 e l’immancabile Steve Jobs al nono posto con iPad2 incorporato al decimo posto.
Italiani ma dove vivete? Al primo posto nella top ten delle ricerche google in Italia c’è Simoncelli e al secondo c’è la danza Kuduro…no dico, La danza Kuduro e non Battlefield3! Perdinci!
Poi anche da noi nella top ten non possono mancare le ricerche su l’iPhone e l’iPad. Ci mancherebbe: se uno non arriva a fine mese ti pare che non s‘informa su prezzi e  prestazioni di questi due gioielli della minchiologia moderna? Almeno su questo siamo al passo con i tempi.

 In questa rubrica ispirata a Carneade ( il noto\ignoto scettico menzionato nei promessi sposi), vorrei per l’appunto pormi qualche domanda. Ci sarà  stato qualcuno nel mondo che nel 2011 avrà contribuito a far salire il numero di visualizzazioni di voci come Goldman Sachs, Crisi libica, crisi egiziana, atomica iraniana? Pare di no. E focalizzando sulle ricerche italiane? Ci sarà stato qualcuno che avrà contribuito a far salire il numero di visualizzazioni di voci come spread, FAI, 150 anni, manovra? Pare di no. Ecco la classifica delle news più ricercate su google in Italia: 1) Melania Rea; 2) Lamberto Sposini; 3) Grande fratello; 4) Salvatore Parolisi; 5) Facebook; 6) Yara Gambirasio; 7) Youtube; 8) Inter; 9) Juventus; 10) Sarah Scazzi.

   L’unico evento serio del 2011, che a quanto pare ha distratto il popolo di Google dall’accapigliarsi  voyeristico e morboso rispetto alla morte di una bambina come Caylee o Sarah Scazzi (in questo tutto il mondo è paese), è stato il disastro di Fukushima. C’è voluta una catastrofe nucleare per distrarre i googleiani da tutto questo e dalle avventure di Battlefiled3 e dalla danza Kuduro.

Mi sia concessa un'ultima avvelenata considerazione.
In questo momento nel nostro paese ci sarà anche chi si starà chiedendo se sia giusto o meno che lo stato debba acquistare quelle ciofeche dei caccia F35, che fanno schifo anche all’ultra conservatore McCain, per la cifra di 13,5 miliardi di euro spalmabili in 14 anni (da qui al 2026), anziché prelevare 10 miliardi dalle pensioni. Certo. Qualcuno se lo sta chiedendo. La voce caccia F35 quante ricerche avrà totalizzato su google? Speriamo che per far aumentare le ricerche non sia necessaria una terza guerra mondiale.  Buon anno e buone danze a tutti.

lunedì 26 dicembre 2011

Zeitgeist un tuffo nell'acquario



 Considerazioni finali

Ovvio che le bugie, gli errori e le falsificazioni presenti in Zeitgeist sarebbero in realtà parecchie altre. Chiunque voglia andare su siti che ne smentiscano la consistenza metodologica e la scientificità può trovare molto di meglio. Il mio intento è un altro. Mettere in luce l’operazione che c’è dietro Zeitgeist.
Ho già detto di essere un dietrologo. D’altronde in un paese come il nostro, dove da anni non si riesce a dare un volto alle stragi, dove non si riesce a capire chi ha fatto saltare in aria magistrati e imprenditori, e  dove non si riesce a capire che fine hanno fatto i documenti di Borsellino e Mattei, insomma; in un paese come questo e non solo, la dietrologia andrebbe insegnata nei licei. Ma il complottismo è un’altra cosa. Il complottismo è la pornografia della dietrologia. Se è lecito da parte di chiunque avere un po’ di “lucida paranoia”, non è assolutamente accettabile cavalcare le paranoie e le ansie di tutta un’epoca e specularci sopra. L’operazione che Zeitgeist compie è tristemente questa, ed è tristemente proprio l’incarnazione di ciò che dal suo nome stesso vuole rappresentare: lo “spirito del tempo”.  Ecco qui l'esempio di un sito che gli rende pan per focaccia http://zeitgeistmovements.wordpress.com/2011/01/07/is-zeitgeist-movement-occult-part-1-esoteric-foundations/, oltre ai cattolici dunque, chi più ne ha più ne mette, a testimonianza del fatto che poi, la maggior parte dei complotti,  oggi cominciano e finiscono dentro a un modem.

Quindi un duplice programma per lo zeitgeist movement: cavalcare i complotti facendosene portavoce ufficiale, e fondare una religione nuova fondata su nuovi miti e nuove mistificazioni: quelle della New Age.
Non perderò troppo tempo a cercare fonti o a perdermi in qualche biblioteca per dare un’idea chiara e precisa di cosa s’intende ormai da tempo per NEW AGE: tutto e niente. Eppure questo tutto e niente è alle porte. Alla base di tutta la speculazione new age c’è da sempre l’ideale di un “nuovo mondo” o per l’appunto “nuova era”, spesso indicata astrologicamente come erà dell’acquario. Non è un caso se in Zeitgeist c’è una specificazione per identificare le varie ere astrologiche. dal 4300 a.C. al 2150 a.C. si era nell’ Era del Toro, e dal 2150 a.C. all’ anno 1 d.C. si viveva nell’ Era dell’ Ariete. Nel 1 a.C. saremmo entrati nell’ Era dei Pesci. Qui , Zeitgeist del 2007 a 28’ e 05’’ della versione Zeitgeist Italia, ne approfitta per ricordare un passo evangelico: si dice che i discepoli chiedono a Gesù: “Dove si terrà la Pasqua dopo la tua morte?”, e Gesù risponde: “appena entrati in città troverete un uomo che porta una brocca d’ acqua… seguitelo nella casa in cui entrerà”. Identificato l’ uomo con la brocca nella Era dell’ Acquario, secondo il documentario: “Gesù stava in realtà dicendo che dopo l’ Era dei Pesci viene quella dell’ Acquario”.Tutto ciò è credibilissimo e giustissimo sia in termini biblici (Luca 22,10) che astrologici e astronomici. Ma dobbiamo farci una domanda: Se i discepoli chiedono a Gesù: “dove si terrà la Pasqua dopo la tua morte?”, che senso avrebbe per Gesù rispondere: “Dopo l’ Era dei Pesci viene quella dell’ Acquario”? Se la frase di Gesù è un codice, e ritenendo che il discorso debba avere COMUNQUE un senso, quale è allora il significato astrologico (o meno) della domanda fatta dai discepoli? Il senso è solo quello di Zeigeist: la new age o nuova era che dir si voglia. Infatti secondo molte credenze  new age l’era dell’acquario inizierebbe nel 2012. Dunque eccoci signori: ci siamo, IN CARROZZA !

Per quanto riguarda le altre varie caratteristiche di questa spiritualità da edicola verso la quale, lo ammetto, ho nutrito sempre una malcelatissima idiosincrasia,  lascerò la parola a Wikipedia, visto che quelli di Zeitgeist sono a favore dell’open source: http://it.wikipedia.org/wiki/New_Age

Detto questo e alla fine di tutto il cammino fatto, vi invito a dare un occhiata (su Wikipedia english) al profilo dei 4 dotti, medici e sapienti che nella prima parte di Zeitgeist Moving Forward si prodigano nel darci consigli sul futuro del pianeta e dell’umanità, elaborando teorie ovviamente ripescabili fra quelle che avrete potuto trovare alla voce new age che ho appena linkato. Essi sono Robert Sapolsky, Gabor Mate (questo cita anche Buddha), Richard Wilkinson e James Gilligan.  Su Russel Pine alias Jordan Maxwell ho già fornito materiale sul quale riflettere nella prefazione (II parte); sembrerebbe essere una sorta di Wanna Marchi americano  e al maschile con la fissazione del debito ( tema caro guardacaso a Zeitgeist).Per quanto riguarda la Murdock alias Acharya s basta andare sul suo sito per capire che il no profit non è la sua filosofia http://truthbeknown.com/author.htm.  Buon 2012…ops pardon, buona era dell’acquario a tutti.

Zeitgeist la verità di chi? IV parte



Hammurabi


 complottismo sull’antico testamento

Quello che zeitgeist si propone di operare è una revisione in senso complottista di tutta la tradizione sacra giudaico cristiana, dunque nulla di strano se le stesse forzature vengono applicate anche all’antico testamento.
Non è affatto una novità che il pentateuco contenga un cospicuo numero di miti e leggende appartenenti alla tradizione mesopotamica, fra queste anche quella dell’arca di Noè. Effettivamente nella saga di Gilgamesh incontriamo un personaggio che è scampato al diluvio e proprio come Noè ha salvato il suo popolo imbarcandolo su una nave. Non meno vera è la storia di Mosè che si salva dal massacro appena neonato, così come Sargon di Akkad vissuto presumibilmente un millennio prima di Mosè stesso. Fin qui nulla da eccepire. E’ la necessità di interpretare tutto in chiave cospirazionista che a me sembra puerile. Sono le stesse cose che dicono altri storici da anni e anni senza bisogno di dare l’interpretazione del plagio: l'antico testamento contiene un cospicuo numero di miti e leggende della tradizione mesopotamica, riadatti e giudaizzati. Di certo chi  ne sa poco o nulla penserà che ebrei e cristiani hanno voluto rubare la religione ai persiani o agli egizi, come se si trattasse di una canzone o del soggetto di una sceneggiatura. Come se ci fossero i diritti d’autore sui miti e sui culti.In realtà la storia non fa che ripetersi: o in seguito ad una conquista (vedi i romani) o in nome di una pretesa superiorità culturale, un popolo finisce spesso per appropriarsi delle tradizioni, della cultura e dei culti di un altro popolo, per adattarli alla sua cultura e ad una religione di più recente formazione. Ma per Zeitgeist tutto questo è complotto. Allora cosa succede? inevitabilmente gli autori si sbrodolano e cominciano ad allargarsi: una volta fatta passare per cospirazione quelle che sono ovvietà note a tutti gli studiosi di religioni, si scade nelle solite falsità. Vengono messi a confronto Mosè con Sargon e poi con Mimes d’Egitto e con Nemo di Babilonia. Sfido chiunque a cercare informazioni su Mimes d’egitto e Nemo di Babilonia: non esistono. Ancora una volta la fonte è zeitgeist stesso.

Viene fatto poi un parallelo tra i 10 Comandamenti e il Libro dei Morti egiziano (minuto 31.00) e precisamente alla formula 125. Ecco che cosa ho trovato a proposito della formula 125 consultando il sito anticoegitto.net : Il capitolo 125 del libro segue le prove dello scriba Ani nel suo viaggio attraverso l'aldilà, a partire dal giorno del giudizio.
Ani chiede a Tem-Ra, capo degli dei di Eliopoli:
"Quanto tempo devo vivere?" e Team-Ra risponde: " Tu esisterai per milioni di milioni di anni, un periodo di milioni di anni".
Il libro è stato definito il "Vangelo di Osiride", in quanto cerca di trasmettere gli insegnamenti esoterici che consentirebbero all'uomo di raggiungere la vita eterna dopo la morte.
Questa può essere ottenuta solo se il defunto ha vissuto una vita pura e buona durante il suo periodo sulla terra.
Le anime giudicate buone, al momento della morte raggiungono Osiride nei cieli per la vita eterna, mentre le altre vanno incontro alla distruzione.
Lo scriba Ani, viene poi condotto nella sala del giudizio di fronte a 42 dei che gli chiedono una confessione negativa di 42 peccati terreni. Il defunto deve proclamare la sua innocenza rispetto ad ognuno dei suoi peccati.
http://www.anticoegitto.net/vangelodiosiride.htm
Un suggerimento nel caso quelli di Zeitgeist volessero caricare un’altra versione: c’è un testo che presenta similitudini con le 10 tavole mosaiche ben più evidenti della formula 125 del codice egizio: il codice di Hammurabi risalente ad appena 3 secoli prima di Mosè. Ma la Murdock evidentemente, nella sua foga cospirazionista era troppo intenta a frugare solo e soltanto in Egitto: Horus, Seth, il culto del sole, e infine il codice egizio. Io poi ricordo una cosetta non di poco conto, e spero davvero di sbagliare: il Dio egizio del sole non era RA?
Qui il seguito http://caffescorretto.blogspot.com/2011/12/zeitgeist-un-tuffo-nellacquario.html


Zeitgeist la verità di chi? III parte




complottismo sul cristianesimo


In questa sede non farò altro se non tornare su alcuni dei punti trattati in precedenza per affrontarli in una chiave diversa: Zeitgeist manipola le informazioni in modo da fornire l’ennesima teoria del complotto. Non sono io a dare un’impostazione del genere; una fonte neutrale come wikipedia riporta: “Zeitgeist: the Movie è un web film non profit basato su teorie del complotto del 2007”.  Niente di nuovo,  Il web straborda di complotti e complottismi di ogni genere da ormai una decina d’anni a questa parte, cioè da quando il 66% degli americani dichiarò di dissentire dalla versione ufficiale sui fatti dell’11 settembre. Dunque sono in molti a cavalcare l’onda del cospirazionismo, chi in buona , chi in cattiva fede. Certo è che quelli di Zeitgeist sono andati a  fare una compilation dei complotti più votati dell’ultima decade, con il problema che, tanto per fare un esempio, mentre molti studiosi e scienziati hanno lavorato seriamente per elaborare versioni alternative ai documenti ufficiali forniti dalla commissione sull’11 settembre, i complottisti spesso partono da questi dati per costruire teorie sul controllo globale, il microchip sottocutaneo, il nuovo ordine mondiale, il complotto dei banchieri tramite le banche centrali et similia. Questa è quella che si chiama disinformazione. Ogni cosa andrebbe analizzata singolarmente, mentre le teorie del complotto classiche, (e Zeitgeist  le cavalca tutte diventandone la summa) infilano tutto dentro allo stesso pentolone con la pretesa di far passare un unico grande movente che unirebbe l’11 settembre al signoraggio, il microchip al NWO, e nel caso di Zeitgeist, la cospirazione cristiana  al controllo globale: SIAMO TUTTI MANIPOLATI DALL’ALTO.
Io mi reputo un comunissimo dietrologo e non un complottista. Il complottista è colui che brucia il Reichstag e da la colpa ai comunisti, oppure colui che vede complotti dappertutto. Sia ben chiaro: complotti se ne sono sempre fatti, e la letteratura sui complotti ha sempre affascinato, dal tempo in cui Omero ci  narrava del cavallo di Troia . Ma adesso si sta oltrepassando l limite, e dalla dietrologia siamo arrivati a speculare sulla paranoia. Il compito di un buon vecchio dietrologo come me e capire cosa anima , ovvero “cosa c’è dietro” tutto ciò.
Nel caso di Zeitgeist l’intento a me sembra chiaro: diventare la versione ufficiale delle versioni non ufficiali. E’ un paradosso, ma è così.
Nel caso che ho scelto di trattare con più attenzione, quello sulla cospirazione cristiana, Zeitgeist ad esempio trae spunto a piene mani dal libro della già citata D. M. Murdock  alias Acharya S. “ The Christ cospiracy”. Perché vedere in termini di cospirazione la storia della religione cristiana? Non si può partire dall’approccio di quell’infinità di storici che già hanno scritto tutto quello che si poteva scrivere sul formarsi delle religioni, senza pensare che i cristiani fossero dei massoni pronti ad ordire un complotto mondiale? Leggiamo cosa dice wikipedia a proposito del cosiddetto culto del “sol invictus”: “Il culto del Sol Invictus ha origine in oriente. Ad esempio le celebrazioni del rito della nascita del Sole in Siria ed Egitto erano di grande solennità e prevedevano che i celebranti ritiratisi in appositi santuari ne uscissero a mezzanotte, annunciando che la Vergine aveva partorito il Sole, raffigurato come un infante.[senza fonte] In particolare, è l'apologeta cristiano Epifanio di Salamina  a segnalare che in alcune città d'Arabia e d'Egitto i pagani celebravano una festa dedicata al trionfo della luce sulle tenebre, e incentrata sulla nascita del dio Aîon, generato dalla vergine Kore, con un evidentissimo rimando alla dottrina dell'eterno ritorno(…)Il culto acquisì importanza a Roma per la prima volta con l'imperatore Eliogabalo(…) Il Sol Invictus, inoltre, compare come divinità subordinata associata al culto di Mitra (…) Aureliano consacrò il tempio del Sol Invictus il 25 dicembre 274, in una festa chiamata Dies Natalis Solis Invicti, "Giorno di nascita del Sole Invitto"(…)L'iconografia cristiana delle origini utilizzò sistematicamente temi iconografici pagani, soprattutto nei primi tre secoli, quando il rischio delle persecuzioni impediva l'utilizzo di simboli troppo esplicitamente cristiani in luoghi pubblici come le catacombe. Furono perciò utilizzati anche attributi solari per alludere a Cristo come la corona radiata del Sol Invictus o, in alcuni casi, il carro solare”. Insomma i romani fanno proprio ciò che era di origine egizia ed orintale, e i cristiani fanno proprio ciò che i romani avevano fatto proprio a scapito di altre civiltà. I romani romanizzano, i cristiani cristianizzano, e Zeitgeist zeitgeistizza.
E’ di tutta evidenza dunque che ogni religione, almeno nei suoi riti esteriori, nasce dai sincretismi. Spesso poi una religione nasce da una conquista: il vincente si appropria dei culti del perdente e li riadatta ad uso e consumo della sua cultura.  Zeitgeist ha l’ambizione di voler fondare una religione nuova e di conseguenza ha bisogno di appropriarsi di ciò che ritiene più utile dell’impianto dottrinario precedente, ecco perchè il documentario si apre subito con un appropriazione: “ la verità vi renderà liberi”, che è una frase contenuta nel vangelo di san Giovanni (8,32). Ma è anche il titolo di un libro di David Icke, complottista di fama internazionale (link). Allo stesso modo anche Zeitgeist opera ovviamente i suoi sincretismi, accomunando frasi del vangelo a discorsi di Krishnamurti e filosofia new age varia.
Certo che sfruttare il culto del “sol invictus” per costruire il parallelo fra la morte del sole e quella di Gesù è davvero ridicolo. l’ apparente fermarsi del Sole per 3 giorni a cavallo del 22-25 Dicembre, avverrebbe secondo Zeigeist  in corrispondenza della Croce del Sud. Dopo questi 3 giorni, in cui sempre secondo Zeitgeist (minuto 20.19 versione CVANN0) gli antichi dicevano che “il sole è morto sulla croce, morì per 3 giorni, solo per risorgere di nuovo”, il Sole iniziava la sua risalita verso Nord. Secondo il documentario “questo sarebbe il motivo per cui Gesù e molte altre divinità legate al Sole condividono questa idea di crocifissione, morte per 3 giorni, e resurrezione”. Io sono stato nel Sahara quando avevo 10 anni e vidi la costellazione della croce del sud. Ma il punto in cui ci eravamo spinti era molto a sud e da li la croce si poteva vedere. Quella della croce è una costellazione australe (dell’emisfero sud) che solo in determinati periodi era visibile nel cielo boreale e al di sotto del 27° parallelo nord, dunque a Betlemme che sta fra il 31° e il 35°  parallelo, la croce non potevano vederla. Inoltre la croce del sud fu scoperta e così denominata solo nel 1516 da Andrea Corsali (http://it.wikipedia.org/wiki/Croce_del_Sud_%28costellazione%29).
Ma perché non leggere libri che parlano di argomenti analoghi, senza premere per forza sul pedale del complotto? Vediamo ad esempio Schurè, che avevo menzionato già nell’introduzione a questa mia requisitoria contro Zeitgeist:
Dopo Krishna, si verificherà una poderosa diffusione del verbo solare attraverso i templi dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa. In Persia è Mitra (...) in Egitto Horu; in Grecia Apollo citaredo, Dio del sole; e Dioniso re suscitatore di anime. Il Dio solare è ovunque un Dio mediatore, è la luce e parola di vita. Non è forse da essa che scaturisce la concezione messianica? Comunque è per tramite di Krishna che tale concezione fa il suo ingresso nel mondo antico; e per tramite di Gesù che spanderà la sua luce in tutta la terra”. (E.Schurè, I grandi iniziati, Newton Compton, 2005, pag 90).
Qui mi fermo e rimando al prossimo articolo per mostrare come la stessa forzatura complottista viene messa in atto a proposito dell’antico testamento.
Qui il seguito  http://caffescorretto.blogspot.com/2011/12/normal-0-14-false-false-false.html

Zeitgeist la verità di chi? II parte


 Approccio metodologico

La serie di forzature, manipolazioni e vere e proprie menzogne presenti nella prima parte di Zeitgeist 2007, quella che, per intenderci, si scaglia contro la religione cristiana, sono talmente tante che ho avuto difficoltà molto serie a catalogarle tutte in un documento unico ed organico.
 In questa sezione mi occuperò esclusivamente dell’approccio metodologico utilizzato dai realizzatori di Zeitgeist.
1)      Zeitgeist gioca sporco. La scelta, sin da subito, non è quella della scientificità delle prove, dell’attendibilità delle fonti, né tanto meno dello stile nell’ affrontare l’avversario. Zeitgeist rinuncia immediatamente al fioretto e persino alla sciabola, per impugnare senza indugio la motosega. Infatti ricorre a scurrilità e conseguenti risate registrate per denigrare l’avversario: “ voi parlate di una storia piena di belle stronzate…santa merda! “. Di quale storia si tratta? Ecco: “La religione ha convinto la gente che c'è un uomo invisibile che vive in cielo, che guarda tutto quello che fai, ogni minuto di ogni giorno! E l'uomo invisibile ha una lista speciale di dieci cose che non vuole che tu faccia, e se fai una qualunque di queste dieci cose, lui ha un posto speciale pieno di fuoco e fumo e fiamme e torture e angoscia dove farti vivere e soffrire e bruciare e soffocare e urlare e piangere per tutti i secoli dei secoli fino alla fine del tempo... Però ti ama... ti ama e ha bisogno di SOLDI!”  divertente…peccato che sia una battuta di George Carlin (c’è anche scritto) fra le tante copiate da Daniele Luttazzi (noto plagiatore di comici americani (http://wrestlingweb.forumfree.it/?t=48679600).( http://www.aforismario.it/daniele-luttazzi-battute-copiate.htm).Accidenti a che storia abbiamo creduto! A quella di George Carlin, plagiata da Luttazzi e riutilizzata da Zeitgeist!


 No, purtroppo i cattolici hanno saputo fare di meglio, altrimenti, ahimè, non sarebbero riusciti a durare 2000 anni. Non con una barzelletta. E purtroppo non sarà con una barzelletta che riusciremo a buttarli giù dal trono.
 2)      Zeitgeist seleziona le fonti: viene fatto un elenco di personaggi messianici che hanno in comune determinate caratteristiche quali ad esempio la nascita da una vergine o la crocefissione. Fra questi vengono citati Krishna dell’ India, Mithra di Persia e Attis di Frigia. Di Krishna si dice che era figlio della vergine Devaki. Errore e fonte selezionata in modo fazioso: Devaki non era una vergine, e Krishna era il suo ottavo figlio. L’ unico testo che parla di Devaki come ‘vergine e madre’ è I grandi iniziati di E.Shurè del 1889 che fu stampato in Italia per Laterza, Bari nel 1941, e che io possiedo nell’edizione Newton Compton del 2005. Per sapere tutto ciò basta consultare wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Krishna). In quanto al fatto che sia del 900 avanti Cristo come sostiene Zeitgeist, questo è assolutamente falso perché Krishna sarebbe morto nel 3012 a.c. come c’è scritto nel Mahabharata; oppure addirittura 5000 anni fa! Come c'è scritto nel libro che un seguace di Krishna mi regalò davanti ad un autogrill negli anni 90' e che ora ho in mano: Il libro di Krishna,the Bhaktivedanta book trust Italia, 1990 . Inoltre non è affatto morto per crocefissione, ma colpito da una freccia al calcagno proprio come Achille. Ma poi, esisteva la crocefissione in India? Qualcuno ne saprà più di me. In quanto a Mitra, possiamo dire che un conto è il Mitra della religione romana, nato effettivamente da vergine, e un conto e il Mitra della tradizione iranica che risulta essere nato da una roccia. Non è chiaro quanto vi sia in comune fra questi due culti. Benché "Mitra" sia un nome di divinità molto antico (1200 a.c.), la redazione dei manoscritti relativa alla religione persiana e al mitraismo è molto posteriore a Cristo. (il testo dell'Avesta di Zoroastro andò perduto in epoca alessandrina e fu ricostruito in seguito tramite la tradizione orale. I manoscritti risalgono al III-IX secolo). Le somiglianze esteriori con il Cristianesimo sono tanto maggiori quanto più recenti sono gli scritti esaminati. Dunque la fonte selezionata da Zeitgeist è ancora una volta arbitraria e volutamente faziosa. Su Attis di Frigia poi le leggende si sprecano, eppure io non ho mai sentito parlare di crocefissione. A casa ho un testo molto gradevole e disimpegnato che si chiama Calendario di Alfredo Cattabiani (Rusconi, 1993), dove si fanno confronti fra le tradizioni e le festività del passato e del presente. Qui a proposito di Attis si dice: “ Morì dissanguato e dal sangue sparso fiorirono viole e mammole”. Perché non scegliere una fonte come questa? D’altronde Zeitgeist parte dall’assunto che anche Horus fu crocefisso. Esisteva la crocefissione nell’antico Egitto? In realtà esistono un’infinità di leggende e miti anche su Horus, e una di queste ci dice che morì per il morso di uno scorpione.
3)      Giochi di parole: “Horizon” deriverebbe da “Horus has risen”? Per non parlare dell’origine di “Sunset”. E tutto questo perché alla base di tutta l’operazione di smascheramento della religione cristiana da parte di Zeitgeist ci sarebbe il fatto che il Cristo della storia sarebbe un ibrido letterario ed astronomico e che la bibbia si baserebbe su principi astronomici documentati da molte antiche civiltà, specialmente pertinenti al movimento del Sole. Dunque Horus era il Dio del sole egizio e da li vai con il complotto. Anche perché la fonte dalla quale Zeitgeist maggiormente attinge è il libro “The Christ cospiracy” di D. M. Murdock, meglio conosciuta con lo pseudonimo di Acharya S. (http://stellarhousepublishing.com/radio.html). Questo oltretutto non depone a favore dell’imparzialità di cui al punto 2: la Murdoch sostiene che sia pagani che ebrei fossero dei massoni che inventarono il mito di Gesù per fondare una religione mondiale. Tesi che gli viene ributtata in faccia dagli integralisti, e tesi che non è stata ovviamente accolta in nessun ambiente accademico. Ma sulla Murdoch torneremo a parlare nella prossima dispensa, qui ci basti dire che “Horizon”, come “orizzonte” deriva dal greco “horizon”, (= che delimita, sottinteso Kyklos), e lasciamo perdere il ridicolo giochino su “sun” (sole in inglese) e set (da Seth Dio egizio delle tenebre). Poi Zeitgeist sostiene che anche “hours” (ore) deriverebbe da Horus. In questo caso oltre al gioco di parole, c’è di nuovo selezione di fonti, perché in qualsiasi dizionario etimologico si può vedere come “ora” venga dal greco “hora” ( spazio di tempo), ma nella versione di Macrobio collega la voce al greco “òros”, il nome egiziano del sole, forse affine al persiano Or(= Dio).. Peccato che Macrobio fosse un filosofo latino del V secolo.
4)             Scorrimento rapido: A 30’ e 40’’ ci viene detto: “le similitudini letterarie tra la religione egiziana e quella cristiana sono sbalorditive”, e nel video scorrono 2 pagine affiancate che dovrebbero riportare ‘fatti’ attribuibili a Horus che trovano parallelo con il mito di Gesù. La qualità dell’ immagine è molto bassa, e le pagine nel video scorrono via via più velocemente il che rende difficile fermare il video e leggere le similitudini riportate. Ma qualcuna è leggibile quindi analizzabile. Una perla tra le ‘similitudini’ è : “Le due madri di Horus bambino: Isis e Nefti – che erano sorelle ” paragonato con “Le due madri di Gesù bambino – che erano sorelle”. Ora, sfido chiunque a trovare riferimenti a Nefti come madre di Horus e di una sorella di Maria considerata madre di Gesù. La stessa tecnica truffaldina viene usata  a 16’ e 41’’ quando vengono fatti scorrere sul video i nomi di presunti personaggi che avrebbero tutti le stesse caratteristiche di Cristo, e cioè sarebbero nati il 25 dicembre, da una vergine ecc. Fra questi , bloccando l’immagine, compare il nome di Maometto. Maometto nato da una vergine il 25 dicembre? Non risulta in nessuna agiografia. Basta consultare “Vita di Maometto” di Al Tabari, testo redatto intorno al  X secolo, e che oggi possiamo comodamente acquistare in versione tascabile BUR : “ Sua madre era Aminah…alcuni dicono che suo padre morì quando il profeta era ancora nel ventre di sua madre” (Bur, ristampa 2002, pag 3).
5)             Versioni video alternative: e già; infatti le versioni caricate sono diverse, e guarda caso quella che non contiene le castronerie più evidenti, ovvero Maometto nato da una vergine, e i giochi di parole su Horus\ horizon ecc. è quella caricata il 24 marzo 2011 proprio da Zeitgeist Italia. Perché nella versione caricata da tale CVANN0 il 4 marzo 2011, con diverso doppiaggio e con filmati parzialmente diversi (vedi la lotta fra Horus e Seth), queste menzogne rimangono. Perché le chiamo menzogne? Se non c’è nessuna fonte tranne Zeitgeist stesso, vuol dire che la cosa è stata inventata di sana pianta. Inoltre nella versione non caricata da Zeitgeist Italia a 34’ e 24’’ compare la scritta: “ ci sono oltre 40 storici ben documentati che hanno vissuto sia durante che subito dopo la presunta vita di Gesù, e hanno prodotto opere letterarie che messe insieme potrebbero riempire una piccola biblioteca, quanti di questi storici hanno documentato la vita di questo leader spirituale? Neanche uno”. Mentre scorrono queste scritte vediamo apparire i nomi di diversi storici dell’epoca. Strano che la stessa tiritera si ripete nella versione caricata da zeitgeist Italia, ma sul documentario appare una schermata diversa con l’omissione di quei 4 storici che hanno fornito notizie circa l’esistenza di un Gesù mandato a morte da un prefetto della Giudea di nome Ponzio Pilato. Questi nomi sono Tacito, Giuseppe Flavio, Plinio il giovane e Svetonio. (http://it.wikipedia.org/wiki/Storicit%C3%A0_di_Ges%C3%B9). Nulla ci esime dal pensare che il Gesù menzionato da questi 4 scrittori debba a tutti i costi essere quello che moltiplicava pani e pesci e scacciava i demoni. Anzi. Probabilmente era solo un povero cristo morto in croce come tanti altri. Falsificare le fonti arbitrariamente però è inaccettabile se si vuole fare una cosa chiamata “documentario”.
Per il momento mi fermo qui. Possiamo rilevare come l’approccio metodologico dei realizzatori di Zeitgeist sia assolutamente scorretto. Ma gli errori, le inesattezze e le menzogne non finiscono qui. Anche se quello che mi preme è rilevare quanto alla base di tutto ci sia una mentalità che indipendentemente dal metodo scorretto, dal notevole numero di errori e bugie e dalla faziosità , mina il lavoro documentaristico e lo rende poco credibile: è la mentalità del complotto. Ma questo aspetto lo affronteremo nel prossimo articolo.
Qui il seguito http://caffescorretto.blogspot.com/2011/12/zeitgeist-la-verita-di-chi-iii-parte.html

Zeitgeist la verità di chi?




 Introduzione

 Le domande che mi sono posto sono state sin da principio parecchie e diversa natura: come porsi di fronte ad un fenomeno mediatico della portata di Zeitgeist? Come affrontare l’argomento? Con lo spirito grossolano e  becero del documentario stesso che usa parole scurrili e ricorre allo stratagemma meschino delle risate registrate per gettare discredito su ciò che intende confutare? Con l’enfasi pedantesca e la miopia del debunker? Lungi da me cavalcare sia un atteggiamento quanto l’altro. Io mi considero un dietrologo vecchio stile, e mi trovo spaesato di fronte alla realtà che si sta manifestando prepotentemente su internet negli ultimi anni, dunque un po’ di legittimi sospetti mi siano concessi. Ci sono infatti due figure che nell’era telematica si contendono sempre di più il primato delle verità inconfutabili: il debunker e il complottista. Il debunker tenderà a vedere dappertutto solo e soltanto bufale, laddove il suo nemico storico, il complottista, tenderà a vedere dappertutto solo e soltanto complotti. Molto spesso, sia in un caso che nell’altro, chi opera non è necessariamente mosso dall’amore più disinteressato per la verità. Anzi. Capita che molti debunker siano interessati a fare della loro arte di “smaschera bufale” una vera e propria attività non senza fini di lucro. A maggior ragione tale sarà anche la spinta che muove i complottisti, interessati a creare una comunità di esoterici\paranoici disposti a comprare la loro paccottiglia cospirazionista e seguire i loro convegni nei quali viene pubblicizzato questo tipo materiale.

Cos’è oggi l’esoterismo? Una sezione in una libreria di un megastore in mezzo ad altre voci quali “giallo”, “Fantasy” “hobby e viaggi”, “filosofie orientali”, “Scienze sociali” ecc.
Esoterismo è in realtà un termine generale per indicare quel tipo di dottrine segrete riservate ai soli adepti, e deriva dal greco  esoterikos (interno, dentro). Il suo contrario e l’ essoterismo, ovvero quel complesso di dottrine che sono destinate al pubblico e non richiede un iniziazione. Che tipo di esoterismo sarebbe quello che possiamo trovare comodamente in una qualsiasi bacheca di una libreria del centro? Cionondimeno molti acquirenti di queste opere, al solo sfogliare qualche libro, saranno convinti di essere ormai degli iniziati, emuli o parenti spirituali degli iniziati eleusini, orfici o dionisiaci. Penseranno di aver frequentato l’ accademia platonica nel V secolo avanti Cristo e ascoltato i famosi agrapha dogmata , cioè le dottrine non scritte. Crederanno di essersi ormai reincarnati in chissà quale messia.

Eppure uno degli ispiratori del movimento Zeitgeist è Jiddu Krishnamurti, filosofo di origine indiana che non volle appartenere a nessuna organizzazione, religione o movimento. Krishnamurti non lasciò nulla di scritto: tutto quello che si può trovare in libreria sono trascrizioni dei suoi discorsi a braccio.



 Sottoscriverebbe Krishnamurti il tipo di operazione che lo Zeitgeist Movement e il Venus Project ad esso collegato stanno tirando su, sfruttando anche il suo nome e citandolo a più riprese? E’ sempre la solita storia; anche se il parallelo è certamente acrobatico lo farò lo stesso: sottoscriverebbe Gesù di Nazareth (sempre che sia realmente esistito per come viene descritto nei vangeli) tutto quello che in suo nome è stato fatto? Certamente no e neanche al netto delle crociate, dei roghi e dell’arricchimento della chiesa cattolica. Il cristianesimo ha avuto a disposizione 2000 anni per distorcere il pensiero delle origini; lo Zeitgeist Movement  ha appena cominciato, visto che uno dei suoi ispiratori, Krishnamurti, è morto appena nel 1986.
Può darsi anche che Krishnamurti però approverebbe. Sappiamo che infatti fondò diverse scuole. Aveva a cuore l’educazione. D’altronde anche Cristo disse “andate e predicate” (Marco 16,15), così come nell’antico testamento c’è scritto che Dio disse “crescete e moltiplicatevi” (Genesi 1,22).
 Ho paura a fare certi paragoni perché da molti anni a questa parte c’è una leggerezza nel trattare il sacro che a volte intenerisce, a volte fa rabbia e a volte fa spavento. Ecco;  nel caso di Zeitgeist rimango coinvolto da una concomitanza di questi tre stati d’animo: tenerezza quando devo constatare che mi trovo di fronte alla solita spiritualità da edicola; rabbia quando vedo come sono trattati in modo dozzinale certi argomenti; e spavento quando capisco qual è la finalità di un’operazione del genere: fondare una nuova religione.
Si, io sono fermamente convinto che il fine ultimo del cosiddetto “Zeitgeist movement” sia quello di soppiantare il cristianesimo per sostituirlo e ad esso sovrapporsi, proprio come il cristianesimo ed ogni cultura, civiltà, religione che possa definirsi tale, ha fatto nel corso dei secoli a danno delle culture, civiltà, culti e filosofie precedenti. E’ sempre un’operazione di esproprio. Si conquista un popolo e ci si appropria della sua filosofia, della sua cultura, e infine dei suoi dei, perfino delle sue abitudini, delle festività o le liturgie. Poi si romanizza, si cristianizza, oppure, come in questo caso, si Zeitgeistizza tutto. In nome di cosa? “la verità vi renderà liberi”. Questo è il proclama con il quale si apre il primo dei tre documentari della serie; ma la verità di chi? Ovviamente di chi vuole conquistarvi, liberarvi da una serie di credenze, e infine imporvi con le buone o le cattive le sue credenze. Nessuna verità. Sempre la solita zuppa.
 “LA VERITA' VI RENDERA' LIBERI” s.Giovanni (8, 32). “ LA VERITA' VI RENDERA' LIBERI” David Icke, Macro edizioni, 2001, euro 17 è 90. “LA VERITA' VI RENDERA' LIBERI” Zeitgeist, the movie, su Youtube. Per voi gente!
Qui il seguito http://caffescorretto.blogspot.com/2011/12/zeitgeist-la-verita-di-chi_26.html

Zeitgeist fessologia dello spirito II parte



Prefazione

Zeitgeist the movie è solo il primo di una serie di documentari al quale hanno fatto seguito Zeitgeist Addendum (2008) e Zeitgeist Moving Forward( presentato nel 2010 e uscito nel 2011). Si tratta di un’operazione ideata da Peter Joseph, che è anche il fondatore dello Zeitgeist Movement, oltre che il regista, produttore e compositore della colonna sonora di tutti e tre i filmati. Di Peter Joseph sfortunatamente si sa poco, se non che non si chiama Peter Joseph, così come la voce narrante dei tre documentari non si chiama Jordan Maxwell , e così come la fonte dalla quale maggiormente attinge Zeitgeist, Acharya S,http://www.truthbeknown.com/ non si chiama Acharya S. Ma su questo e altro torneremo negli articoli che faranno seguito a questa che vuole essere una semplice prefazione.
La eco mediatica cui hanno dato luogo i tre documentari è stata di proporzioni notevoli, quanto meno sul web. Basti pensare al numero di proseliti e al numero altrettanto cospicuo di critici. Fra questi ultimi va rilevata la lotta senza quartiere che i fondamentalisti cattolici hanno intrapreso contro Joseph a causa dei contenuti anti-cristiani della prima parte del primo documentario uscito nel 2007. L’intento dei cattolici, specialmente i creazionisti, sarebbe quello di dimostrare che Zeitgeist e soprattutto lo Zeitgeist Movement sarebbero un parto demoniaco legato a doppio filo ad un’elite di massoni. Si viene a creare così un circolo vizioso: se Zeitgeist accusa i cattolici di essere alla base di qualsiasi mito fondante il potere e in ultimo il famoso complotto del NWO, cioè nuovo ordine mondiale; da parte avversa l’accusa gli viene rilanciata contro: i creazionisti dicono che lo Zeitgeist Movement sarebbe l’ultimo anello di una catena che attraverso le teorie NEW AGE, tesserebbe le trame di un complotto per la realizzazione di una religione, di un pensiero e di un ordine mondiale unico. Ecco un sito di parte creazionista, tanto per sentire l'altra campana: http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=3642208575305685306#editor/target=post;postID=1786426386764618796
Dallo stesso sito possiamo apprendere qualcosa circa la reale identità di Jordan Maxwell e la sua attività di truffatore telematico:http://ultimaepoca.blogspot.com/2010/09/personaggi-di-zeitgeist-jordan-maxwell.html Comunque la si pensi, e nonostante i contenuti aggressivi e fanatici  del sito, un'occhiata non costa niente. Tanto più che reazioni di questo genere fanno il paio con un operazione come Zeitgeist 2007 che io ritengo altrettanto fanatica e aggressiva oltre che intellettualmente scorretta. 
A questo punto dovrò fare alcune premesse che riguardano la mia persona.  Pur considerando la crociata cattolica contro Zeitgeist niente più che un delirio, devo dire di condividerne tristemente almeno un argomento: Zeitgeist, almeno nella sua versione 2007, sta cercando di fondare una religione basata sulle mistificazioni della New Age. Il gioco al rialzo sul complottismo si fa sempre più pesante. In quanto ateo e in quanto anticomplottista non riesco ad accettare né Zeitgeist, né le posizioni sulle quali si stanno arroccando i cattolici ultraconservatori che rischiano di far passare come martiri del pensiero Joseph e soci, che al contrario appartengono alla stessa fatta di manipolatori.
Per scrivere un articolo del genere ho dovuto riflettere un bel po’. Poi ho capito che avrei dovuto procedere per passi. Questa sarà solo una prefazione. Seguirà un’introduzione, e quindi si entrerà nel vivo dei vari argomenti.
 Specifico sin da subito che ciò di cui mi occuperò si limiterà quasi solo alla trattazione degli argomenti contenuti nella I parte del documentario Zeitgeist the movie del 2007, e cioè quella dedicata alla demolizione della religione cristiana. Poi seguiranno delle brevi considerazioni sulle altre parti del suddetto documentario e su Zeitgeist Addendum del 2008. Le materie trattate nel resto del I e in tutto il II documentario non sono di mia stretta competenza, e anche per quanto riguarda la storia delle religioni è ovvio che ci sono studiosi che potrebbero dare spiegazioni ben più esaustive in merito. Probabilmente però lo storico delle religioni snobberà Zeitgeist, e questo a torto, perché Zeitgeist è un evento di portata mondiale; basti pensare che il III episodio della serie, Zeitgeist Forward, appena uscito ha totalizzato 300.000 visualizzazioni in sole 24 ore. In Italia uno dei sostenitori del Movimento, Paolo Bonolis (http://www.zeitgeistitalia.org/category/tag/paolo-bonolis), ne ha mostrato degli spezzoni a “il senso della vita”. Dunque dovrebbe essere ormai chiaro, anche agli occhi dello studioso ufficiale, che eventi del genere, solo per il fatto di essere nati sul web non debbano essere presi sottogamba, ma al contrario suscitare l’interesse dell’establishment scientifico e culturale. L’operazione che Zeitgeist sta portando avanti è quanto mai ambiziosa e al tempo stesso pericolosa: fondare una nuova religione. Come se non ci bastassero quelle che già ci sono…
Io sono ateo e mi bastano le brutture e le falsificazioni che duranti i secoli si sono stratificate attraverso i dogmi e le sedimentazioni dottrinali della religione cattolica attraverso la chiesa di Roma; l’unica in grado di santificare uno che come Domenico di Guzman partecipò ai roghi dei catari ad opera di Simon de Montfort  nei primi anni del XIII secolo e li ispirò; l’unica in grado di istituzionalizzare un ordine di torturatori (la Santa Inquisizione) ispirato proprio dallo stesso Domenico, appena 12 anni dopo la sua morte; l’unica in grado di mandare al rogo un intellettuale della portata di Giordano Bruno e costringere alla ricusazione Tommaso Campanella e Galileo. La stessa chiesa romana che continua a tradire lo spirito di un messaggio evangelico che annunciava un regno dei cieli, e che invece essa ha trasformato in regno sulla terra, con esercito, diplomazia e soprattutto banche.  Trovo ridicolo che proprio io debba levarmi contro un movimento come Zeitgeist, che in poco più di una mezz’oretta vorrebbe liquidare la religione cristiana per sostituirla con le sue verità. Ma tant’è.
 Metterò a disposizione del web e di chi vorrà leggermi, esclusivamente la mia passione e le conoscenze che ho acquisito in questi anni in materia di questioni storico-religiose e filosofiche, sperando che le eventuali imprecisioni presenti nella mia requisitoria vengano accolte con clemenza da chi ne sa più di me e sperando soprattutto che, qualora fossero davvero evidenti, vengano corrette. Questo per il bene della verità, perché io non devo fondare un movimento, né un progetto, né tantomeno una religione. La verità dunque, cerchiamo di farla insieme.
Qui il seguito http://caffescorretto.blogspot.com/2011/12/zeitgeist-la-verita-di-chi.html

sabato 24 dicembre 2011

Zeitgeist fessologia dello spirito




 Post-fazione a scoppio anticipato

Hegel scrisse una prefazione alla sua fenomenologia dello spirito che era in realtà una post-fazione, in quanto scritta posteriormente alla redazione dell’opera stessa. Opera monumentale, alla quale aveva lavorato alacremente. Evidentemente si era reso conto di dover aggiungere qualcosa di non poco conto su quello che era l’intento della fenomenologia e, al tempo stesso, sentiva l’esigenza di aggiornare il suo punto di vista sulla visione romantica dell’assoluto. Troppi autori secondo Hegel si erano pasciuti beatamente dell’idea di un’ universalità astratta, di quell’assoluto del cosiddetto “colpo di pistola”. L’assoluto doveva essere un processo di scissione e riunificazione per elevarsi a determinatezza.
Cosa c’entra tutto questo con quello che sto per fare? Ma è chiaro: anche io ho scritto questa prefazione posteriormente a tutto il mammatrone di roba che vi sciropperete nei prossimi sei articoli. Quindi anche io, come Hegel (il paragone, ça va sans dire, mi sembra più che calzante) ho scritto una post-fazione che è ora diventata una prefazione. E come se non bastassero i paralleli aggiungerò che c’azzecca anche lo spirito. Non quello della fenomenologia, ma quello del tempo, cioè Zeitgeist (spirito del tempo), nel senso della serie di documentari che il regista Peter Joseph ha girato fra il 2007 e il 2010.
L’aggiunta è doverosa, perché avendo appena finito di vedere l’ultimo episodio della serie, Zeitgeist Moving Forward, e avendo visto ieri alcuni filmati dal sito di Zeitgeist Italia, devo fare alcune considerazioni e pormi alcune domande.
Cominciamo con le domande: come mai i primi due episodi della serie sciorinano tutti i luoghi comuni del complottismo da terzo millennio, mentre questo Zeitgeist Moving Forward si tiene alla larga da tutto ciò? Perché nel primo episodio si paventa l’ascesa di un nuovo ordine mondiale, controllato dai soliti banchieri infami con tanto di nomi e cognomi, e in questo caso ci si limita a parlare blandamente di inflazione? Come mai nel 2010 Joseph e soci ci tengono a dire che non esiste “ una qualche congiura segreta che controlla il mondo”, mentre appena tre anni prima sostenevano che c’era una cospirazione che tesseva i fili della storia dal complotto cristiano\massonico fino all’11 settembre? Questi e altri sono gli interrogativi che mi sono posto e che rimangono per il momento senza risposta. Certo che guardando il video sulla conferenza dei ragazzi di Zeitgeist Italia, e in special modo l’intervento di Federico Pistono, qualche dubbio che una vena complottista ancora serpeggi mi sorge. Infatti il giovane ex grillino, genietto dell’informatica, ma un po’ impacciato nell’approccio comunicativo, fra un discorso sulla sostenibilità, e uno sul rilancio delle risorse contro il Dio denaro (tutti temi cari a quest’ultima versione di Zeitgeist), si lascia scappare la vecchia storia del microchip sottocutaneo. Niente di strano: alla fine del primo documentario, Zeitgeist the movie del 2007, si vede Aaron Russo (personaggio noto solo ai super aggiornati sui complotti del NWO) che riporta alcuni stralci di una sua conversazione con Nick Rockfeller, il quale gli avrebbe rivelato (chissà perché proprio a lui) il piano per la progettazione di una serie di microchip da impiantare sotto la pelle dei cittadini ignari (chissà in che modo) per controllarne i movimenti. Tutto questo ovviamente in nome del NWO, ovvero del nuovo ordine mondiale.
Ecco le considerazioni. Zeitgeist nel complesso mi sembra un’operazione mediatica piuttosto furba, messa in atto da gente che ne capisce di manipolazione comunicativa. Direi che i tre episodi potrebbero essere paragonati ad una sorta di passaggio iniziatico, visto che a mio avviso quelli di Zeitgeist  hanno anche l’ambizione di fondare una nuova religione: inferno, purgatorio, paradiso. Infatti il primo episodio della serie ci va con la motosega: insulti e sberleffi per la religione cristiana; teorie sul complotto trite e ritrite sull’11 settembre e infine la solita solfa sul controllo globale. Il tutto condito con un linguaggio volgare ed un approccio comunicativo aggressivo e populista: questo è l’inferno. Le anime sono pronte per traghettare verso il Purgatorio, cioè Zeitgeist Addendum; molto più soft nei contenuti e nella forma. Eliminati gli attacchi alla religione, ma tenuta alta la retorica sull’usura del monetarismo bancario; comincia a fare capolino il volto vecchio e saggio di Jacque Fresco che attacca un pippone tremendo sulle risorse, la liberazione dal denaro, le tecnologie ecc. Ed ecco che le anime sono definitivamente pronte per il paradiso: Zeitgeist Moving Forward. Qui i toni sono quelli che ho descritto poco sopra: profilo basso, molta meno retorica e la presenza di personalità qualificate che portano il loro contributo. Se non fosse per i soliti filmatini dimostrativi per bambini scemi si potrebbe quasi definire un documentario.


 Quindi prima si usa la motosega e si fanno imbufalire i cattolici creazionisti attaccandoli in modo dozzinale. Poi si usa la sciabola e quindi il fioretto. Complimenti, bella trappola. Sarò malfidato, ma continuo a credere che Quelli di Zeitgeist stiano preparando l’offensiva finale della new age alla cultura dominante.Ma forse la new age è già cultura dominante e non ce ne siamo accorti.
Per il resto ho poco da aggiungere. Il documentario Zeitgeist Moving Forward  tratta temi quali la sostenibilità, l’economia basata sulle risorse e non sul denaro, l’open source, e quello che Zeitgeist insieme ad un equipe di dotti, medici e sapienti chiamano stress psicosociale, che poi sarebbe lo scazzo da vittima del capitalismo. Già, perché in un intervista del 74’, Jacque Fresco, eminenza grigia dell’iniziativa mediatica Zeitgeist nonché ideatore del Venus Project, dichiarava “ né comunismo, nè fascismo, né destra, né sinistra, dico solo che se il capitalismo 35 anni fa funzionava, oggi è finito”. Va anche detto che se all’inizio il Venus Project è stato quasi un tutt’uno con lo Zeitgeist movement, poi nell’aprile del 2011 è avvenuta la scissione. Può essere questa una delle cause del ripensamento ideologico e soprattutto metodologico nelle scelte dei documentaristi? Altra domanda irrisolta. Fatto sta che guardando questo Zeitgeist Moving Forward, indipendentemente se ci piacciano o meno le idee che vengono proposte, come dicevo prima,  si può quasi parlare di documentario, mentre nei due casi precedenti no. Qui non si cerca di screditare un qualsivoglia avversario a colpi di machete, qui non si rimediano fonti inattendibili selezionate alla bene e meglio; qui si evitano toni scurrili, battutacce da taverna e qualsiasi altra cosa che possa togliere credibilità ad un evento mediatico. Qui intervengono studiosi che hanno un credito magari solo in America, visto che basta cercare Sapolsky, Mate, Wilkinson e Gilligan sulla wikipedia italiana o francese e non ci sono, sempre che questo non dipenda, come è ben probabile da un ritardo europeo,  ma quanto meno, se anche Zeitgeist è riuscita a raggiungere credibilità verso un certo tipo di establishment esclusivamente U.S.A. è già un fatto rilevante, perché i personaggi di cui si era servito fino al 2007 erano di dubbia fama, oppure non godevano di alcun credito presso gli ambienti accademici che contano.
Dopo queste sviolinate accompagnate da qualche legittimo dubbio, do appuntamento all’articolo successivo, cioè alla prefazione vera e propria. Chiarisco sin da subito che a partire da questo momento chiuderò i ponti con la “semifelice” esperienza Moving Forward, per scagliarmi senza fare sconti contro le pietosa operazione inclusa all’interno del primo documentario Zeitgeist the movie del 2007, e per la precisione la I parte: “la più grande storia mai raccontata”.  Inauguro così la mia Fessologia dello spirito. E fesso io per primo che gli ho dedicato ben 7 articoli.
Qui il seguito http://caffescorretto.blogspot.com/2011/12/zeitgeist-fessologia-dello-spirito-ii.html

mercoledì 21 dicembre 2011

Oriana Fallaci e il cognacchino del terzo millennio



Onde evitare che, smaltita la sbornia da lacrima facile sulle lacrime vere dei parenti, amici e connazionali dei senegalesi morti a Firenze pochi giorni fa, tutto ricominci come prima; onde evitare che al primo caso di un’italiana massacrata o stuprata da un arabo o da un rumeno non si scateni (tanto per soddisfare il contraddittorio da talk-show) la retorica ben più perniciosa della parte avversa, e soprattutto le reazioni a questa conseguenti; fermiamoci e ragioniamo, non tanto sui fascisti, ma più che altro su questo nostro “terzo millennio”.

Oggi i nostri riflettori sono puntati su quelli di Casapound, che avendo come simbolo una tartaruga ed avendo eliminato fasci e svastiche, possono evitare le sanzioni previste dalla legge 545 del 20 giugno 1952, detta “legge Scelba” ( uno che di certo non apparteneva a correnti vicine al bolscevismo internazionale). La denominazione “terzo millennio” li esonera dal fascismo.
Quello che io mi chiedo è: quanto il terzo millennio ha esonerato dal fascismo molti altri prima di loro? Quanta responsabiltà c'è nella politica e nella cultura di chi ha giustificato o addirittura istituzionalizzato il razzismo degli ultimi anni ? è solo un problema che si risolve con la solita categoria asettica dell' etnocentrismo?  So di riaprire una ferita, ma non riesco a farne a meno.
Torniamo al  2001. Questo terzo millennio era appena iniziato e già si inaugurava un’era di discriminazioni fondate su una presunta superiorità culturale: quella dell’occidente libero, liberale e cristiano, su un mondo islamico arretrato, rozzo e da “democratizzare” a tutti i costi, con le buone o con le cattive; e si usarono le cattive. Quando un manipolo di terroristi buttò giù due torri, non si pensò di scovare i terroristi ( del cui capo non si è mai saputo nulla se non che giace in fondo ad un oceano), ma di occupare due stati sovrani che non avevano assolutamente attaccato un altro stato sovrano. La cosiddetta “war on terror” fu la scusa per imporre la vecchia retorica “civiltà – contro - barbarie” e aprire campi di tortura . Fu così coinvolto tutto il mondo occidentale in uno scontro di civiltà che ci riporto indietro di otto secoli al tempo al tempo delle crociate, quando Urbano II al Concilio di Clermont-Ferrand, incitò i cristiani al grido di “Dieu li volt” (Dio lo vuole), versione medievale del più recente “Gott mit uns”.
Chi fu fra i tanti profeti e profetesse del “Dieu li volt” del terzo millennio una delle più venerate ed efficaci? Oriana Fallaci.
Guai a profanare il sonno dei morti; perché la Fallaci non è più fra noi dal 2006. E i morti delle guerre in nome di Bush? I morti in nome del petrolio? Ovvio: la mia è retorica da strapazzo; ma vediamo di quale retorica si servì Oriana Fallaci nel 2001 nel suo “la rabbia e l’orgoglio”,  bestseller mondiale che Ferruccio De Bortoli all'epoca definì  “straordinario scritto” http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/09_Settembre/15/rabbia1.shtml 

Tanto per cominciare ecco una spolverata di insulti generici all’Islam:

Barbari che invece di lavorare stanno sempre col sedere all’aria cioè a pregare cinque volte al giorno (pag 79) …Ragionarci è impensabile, trattarli con indulgenza o tolleranza o speranza, suicidio (pag 91)… Figliano troppo oltretutto…non fanno che figliare. Moltiplicarsi (pag 127)…Santità, perché in nome del Dio unico non se li prende in Vaticano? A condizione che non smerdino anche la cappella Sistina s’intende (126)”

Ecco la retorica sugli “stati canaglia”:

accanto all’Iran c’è l’Iraq, accanto all’Iraq c’è la Siria, accanto alla Siria c’è il Libano… Lo scontro tra noi non è militare. E’culturale, è religioso… E la verità non sta necessariamente nel mezzo. A volte sta da una parte sola (pag 27)”.

Insulti ai testi sacri:

in difesa della fede il Corano ammette la menzogna, la calunnia, l’ipocrisia” (pag 31)”.

Razzismo e incitazione alla guerra:

Se i fottuti figli di Allah mi distruggessero uno solo di questi tesori (patrimonio artistico fiorentino n.d.r.), assassina diventerei. Di coglioni ne ho più di voi …guerra avete voluto, guerra volete? Per quel che mi riguarda, che guerra sia. Fino all’ultimo fiato (pag 35)”.

Delirio imperialista:

Quali sono i simboli della forza, della ricchezza, della potenza del capitalismo americano? Non certo il jazz e il rock and roll. Sono i suoi grattacieli, il suo pentagono, la sua scienza, la sua tecnologia. Quei grattacieli impressionanti. Così alti, così belli, che ad alzar gli occhi quasi dimentichi le piramidi e i divini palazzi del nostro passato (pag 61)”.

Si ritorna a “mamma li turchi”:

Ai militari sovietici tagliavano le braccia e le gambe rammenti? Un vizietto  cui s’erano abbandonati già in Libano coi prigionieri cristiani ed ebrei (pag 80-81)”.

Faccio ora un condensato di perle sulla superiorità culturale dell’occidente:

A me dà fastidio perfino parlare di due culture: metterle sullo stesso piano…dietro alla nostra civiltà c’è Omero, c’è Socrate, c’è Platone perdio. C’è un rivoluzionario, quel Cristo morto in croce, che ci ha insegnato il concetto dell’amore (85)” . Alla Fallaci evidentemente no.  “ C’è la scienza perdio, una scienza che in pochi secoli ha fatto scoperte da capogiro: Copernico, Galilei, Newton, Einstein non eran mica seguaci di Maometto (86)” Chissà se la Fallaci aveva mai sentito dire che quando i nostri macellai usavano le sanguisughe o amputavano arti,  in terra d’Islam esisteva la medicina del signor Avicenna. Ma Insiste: “ Dietro l’altra cultura, la cultura dei barbuti con la sottana e il turbante, che c’è (87)”? Forse oltre ad Avicenna anche Farabi, Al Kindi, Ibn Bajja?, e quell’Avverroè che spiegò all’occidente chi era Aristotele? Ma poi la Fallaci ci spiega che “Le mille e una notte divennero le fiabe della mia fanciullezza”; Alleluja? Macchè: “Ma onestamente non me la sento di paragonare quelle graziose fiabe all’Iliade, all’Odissea, ai Dialoghi di Platone.(44)” UUUUHHH

Cerchiamo adesso di capire come sia possibile che la Fallaci abbia potuto fare la giornalista:
Pretendono sempre più moschee, loro che nei loro paesi non fanno costruire neanche una chiesetta (124)”. Fornisco giusto qualche dato sulla mia esperienza personale: io sono nato in Siria nell’ospedale “San Paolo” gestito da suore cristiane, e ho vissuto ad Algeri per ben 3 anni, dove c’era una bella chiesetta nella quale ho fatto il chierichetto dall’82 all’84 ( fu l’esperienza che mi introdusse all’ateismo, ma questa è un’altra storia).
Quella musica senza la quale non sappiamo vivere e che nella loro cultura o supposta cultura è proibita (86)”. La Fallaci avrebbe dovuto leggere il Kitab al musiqa al kabir (Grande trattato di musica) di Al Farabi, o la Terza parte XII sezione del Kitab al sifa di Avicenna, o Il Kalam fi l-alhan (Discorso sulla melodia) di Ibn Bajja.
Non le rammenta nessuno le sante parole di Lenin: la religione è l’oppio dei popoli? (pag 118)”. Ci può sorprendere che per l’occasione la Fallaci si fosse improvvisata anche leninista, ma la frase di cui sopra, come sanno anche i muri, era di Marx.
Se questo Corano è tanto giusto e pacifico come la mettiamo con la storia dell’occhio per occhio, dente per dente? (88)”. Era la Bibbia signora Fallaci…era la Bibbia (Esodo 21,23).

Veniamo dunque al redde rationem. Perchè Oriana, si sa, è un intoccabile, oggi più di allora, quando faceva la vittima e prevedeva i roghi per il suo libro "coraggioso". Ma i roghi non ci furono; tutt'al più qualcuno disse di non riconoscere più la Oriana che stava con Panagulis ed era amica di Pasolini. I libri non si bruciano: si leggono. Se però contengono nefandezze culturali se ne possono denunciare i contenuti senza fare sconti. I progressisti in questo non ebbero e non hanno meno colpe dei forcaioli di destra. La Fallaci non fu soltanto una che "era invecchiata male", come Gianpaolo Pansa o altri; la Fallaci visse una vecchiaia razzista e intollerante, e questo furono in pochi a dirlo, forse per paura di scomodare un monumento, una che per il suo attivismo durante la guerra  ricevette a soli 14 anni un riconoscimento d'onore. Ma anche i monumenti cadono. Ecco che cosa intendo:

Da noi ci sono venuti con le maledette navi, con i maledetti gommoni ( 128)…quei volti distorti, cattivi, ostili…non li dimenticherò mai perché, oltre a sentirmi offesa a casa mia, mi sentivo beffata dai ministri che ci dicevano: “ vorremmo rimpatrialrli ma non sappiamo dove si nascondono”. Stronzi! Per rimpatriarli sarebbe bastato metterli in fila, prego gentile signore s’accomodi, accompagnarli ad un porto o aeroporto e rispedirli nel loro paese (129)…albanesi, sudanesi, bengalesi, i tunisini, gli algerini, i pakistani, i nigeriani che con tanto fervore contribuiscono al commercio della droga ( A quanto pare un crimine non proibito dal Corano)…i ladri che ti assaltano mentre dormi nel tuo letto e guai se alle loro revolverate rispondi con la tua revolverata (123)”.
Perché la Fallaci sa che i ladri non nascono dalla povertà, ma dalla ricchezza: “ se sono tanto poveri, chi glieli dà i soldi per il viaggio sulla nave o sul gommone che li porta in Italia? (126).
Ecco, ho concluso…o meglio ha concluso. Questa per me è una summa di quello che si può definire fascismo del terzo millennio. Ma poi forse mi sbaglio, sto esagerando come al solito. Me lo spiega la Fallaci stessa:  “ Al posto delle campane ci ritroviamo i muezzin, al posto delle minigonne ci ritroviamo il burkah , al posto del cognacchino ci ritroviamo il latte di cammella (pag 83). Il suo non era fascismo…era un cognacchino. E quella di Casseri non era una Magnum…era un gelato del terzo millennio.

giovedì 15 dicembre 2011

Matteo Renzi il nuovo che arretra




Oggi sono entrato in libreria e mi sono imbattuto nel libro di Matteo Renzi. Mmmmm…il linguaggio è troppo formale. Ci riprovo. Oggi entro in libreria e non mi ti trovo davanti quell’Obama bianco di Matteo Renzi sulla copertina di un libro? Dovrebbe andare meglio. Posso fare di più. Stavo in libreria con i Muse sparati nell’I-POD e mi si slucchetta un hashtag sapevatelo,chiocciola.rottamazione. It. Boh…forse ce l’ho fatta. Però mi sa che lui è meglio; eh si, Renzi è addirittura più giovane di me; ma non tanto per questioni anagrafiche. Renzi è più giovane dentro. Dentro al libro. Fuori dal libro non lo conosco, ma l’impressione è che sia tanto, ma tanto vecchio. Il suo modo di porsi è  furbo, da politicante consumato  sfascista del terzo millennio. Il suo post-politichese è sciropposo e finto come una parrucca, i suoi proclami simil post da facebook sono stucchevoli, il suo modo di presentare gli argomenti è brodaglia da autobus-misto- bar scolata all’una del pomeriggio.

Ma vediamo per bene chi è Renzi, il nuovo che arretra.

Il libro che mi trovo davanti si chiama Fuori, c’è il faccione di Renzi su sfondo giallo, e lo trovo per caso dopo aver già messo sotto l’ascella Il sarto di Ulm  di Lucio magri, e dopo essermi spulciato in lungo e in largo tutti gli scaffali della sezione “politica”. Devo dire che era posizionato abbastanza in basso. Lo compro? A 17 euro e 50 proprio no, ma la tentazione di leggerlo rapidamente è forte. Mi siedo su una delle due poltroncine nere che la libreria mette gentilmente a disposizione,  e in poco più di tre ore ne vengo a capo.

Riassumiamo. La quarta di  copertina recita: “ contro i soliti noti, tromboni e trombati. Contro una classe politica che ha sprecato la propria opportunità di cambiare le cose”.  Vediamo un po’ questo strombone strombato dove ci vuole portare. “Oggi è il sindaco più amato d’Italia. Ora vuole darsi da fare per tirare il paese fuori dal pantano in cui l’ha cacciato una politica vecchia e asfittica”. E giù i capitoli.

“A viso aperto”. Si parla dei laboratori e di quando Obama venne a visitare Firenze. Renzi gli disse: “ c’abbiamo pure il David, non solo i ristoranti migliori del mondo”. Come primo capitolo sembrerebbe abbastanza anonimo. Ma poi c’è subito “Il rischio”. Qui Renzi ci parla della sua sfida: la scelta di non restare “pollo di batteria” e di candidarsi a sindaco. E vai con il linguaggio berlusconiano e i paralleli calcistici: “ Dovevo farla finita con la tattica e buttare in campo il cuore”. E ancora “ catenaccio o calcio champagne?” E poi ci dice “ ho imparato l’inno di Mameli guardando le partite di calcio”. Facciamo tutti insieme la ola per il sindaco che ha fatto anche l’arbitro? (lo specifica in un altro capitolo). Seguiamolo invece ancora nelle peripezie de “Il rischio”.   Qui si crea una tensione da western alla Sergio leone: “ Ma io avevo già scelto e sapevo di non essere solo, come ripeteva il CD di Fango (sic) di JOVANOTTI. Salii sul palco. Cambiò la colonna sonora, toccava a Viva la vida dei Coldplay seguita da Jason Mraz e i Muse. Annunciai che ero pronto al rischio”.

 Quindi è il momento di “Cambiare”. Questo è il capitolo dedicato ai gggiovani. Ci sono tutte le cosette che servono a cambiare. Le nomina proprio tutte tutte: New media, Youtube, facebook, Twitter, i Simpson, e li confronta con “ il mio vecchio Nokia”. Eccoci giunti a “4 Tabù”. Qual è il primo? “ Il sindacato ha sempre ragione…BALLA, BALLA SPAZIALE”…segue l’elogio di Marchionne. Ed eccoci finalmente al cuore del bestseller: Il capitolo intitolato “ I valori scout”. “ A farmi avvicinare ai valori della politica ha contribuito molto anche l’esperienza scout…anni di scoutismo mi hanno insegnato ad assumermi le mie responsabilità”. Ne “Il rottamatore” invece tesse le lodi della generazione dei trentenni come lui. E via con Zuckenberg (gli piacerebbe), Brin e Page ecc. Poi arriva un aneddoto straordinario. La mamma da piccolo gli raccontava la storia di quel ministro americano che per far entrare un nero in un’università di bianchi che non lo volevano, mobilitò l’esercito: proprio come “ Goldrake contro i mostri lanciati da vega! “, pensò il piccolo Matteo. A questo punto mi ricollego ad alcune considerazioni colte di Roland Barthes raccolte in miti D’oggi, il celebre saggio del 1957 (scusate se il salto vi sembrerà alquanto vertiginoso e traumatico): “ certi candidati ornano il volantino elettorale di una loro fotografia (…) prima di tutto, l’effige del candidato stabilisce un legame personale fra questo e gli elettori; il candidato non dà a giudicare solo un programma, propone un clima fisico, un insieme di scelte quotidiane espresse in una morfologia, una posa (...) nella misura in cui la fotografia è ellissi del linguaggio e condensazione di tutta una ineffabilità sociale, essa costituisce un’arma anti-intellettuale, tende a schivare la politica (cioè un corpo di problemi e di soluzioni) a vantaggio di un modo di essere”.

E qui Barthes fa riferimento al Poujadismo (Poujade alla televisione: “guardatemi, sono come voi”). Ora non mi sento di paragonare Renzi addirittura a Poujade, eppure il linguaggio del sindaco fiorentino ricorda molto quel modo di relazionarsi al suo elettorato. Eccone la prova definitiva: “ diamo vita ad un festival delle idee che preferisce la banda larga al ponte sullo stretto…una rivoluzione del linguaggio che porta a spiegare berlusconismo e anti-berlusconismo con i fumetti di Willy il coyote”…giuro che non sto scherzando; sono parole contenute nel libro fuori, il quale continua con una serie di citazioni da Bono Vox (il vero eroe di Renzi), Battisti, Clint Eastwood, Jose Mourinho, l’immancabile Steve Jobs, Pierluigi Collina e dulcis in fundo Ilary Blasi (tutti noti eroi della storia recente e passata della sinistra mondiale).  

Nel capitolo “domani”, Renzi rimprovera il direttore generale dell' università Luiss Guido Carli  di Roma Pierluigi Celli, per aver detto al figlio: “scappa dall’Italia”; non è un messaggio educativo – sostiene il sindaco di Firenze; ma gli sarà venuto in mente che fra le altre cose il figlio di Celli scappando dall’italia, si salverebbe anche da Renzi?

Fellini cattolico decadentista quasi marxista




Continua l'operazione Radical deluxe. Io, dichiaratamente di sinistra, ma poco allineato,  senza la pretesa di fare un’operazione che vada molto al di la della semplice presentazione, mi permetterò il lusso di spiegare a quelli di destra che cos’è la destra.
Si tratta di una breve rassegna di appunti, impressioni, riflessioni e intere citazioni dalle e sulle opere di autori, registi, scrittori e artisti in genere, che se non si possono considerare del tutto di destra, certamente non sono mai stati di sinistra. Per chi si fosse perso l’introduzione a tutto ciò, consultare l' articolo Un destro in faccia dal significato sinistro.
La prima dispensa di questa rubrichetta a puntate l’avevo dedicata ad Ennio Flaiano ( vedi Ennio Flaiano sublime satiro rompicoglioni ); mi sembrava quasi logico, almeno in questo ambito, continuare con Federico Fellini. Ma cosa si può dire su un uomo ed un artista del quale è stato detto già tutto? Cosa si può dire di qualcuno che già in vita aveva suo malgrado smesso gli stessi panni dell’artista per diventare felliniano, cioè aggettivo di se stesso? Le facce di Fellini, i disegni di Fellini, le donne di Fellini, il circo di Fellini, l’Italia di Fellini, che cosa altro si può aggiungere a Fellini se non Fellini? Avrete ormai capito che in questa rubrica tento sempre di dare una lettura politica dei personaggi che prendo in esame e di quello che hanno rappresentato con la loro opera, anche a costo di rischiare la forzatura, o di essere pedante. Il tutto è semplicemente funzionale alla mia personale operazione “radical deluxe”. In questo senso mi chiedo: Fellini, apertamente non di sinistra e cattolico, è mai piaciuto alla destra? Forse nei primi anni non del tutto.
Federico Fellini non ha mai fatto politica. E’ difficile trovare una sua dichiarazione di voto, un impegno politico particolare. Certamente però è difficile pensarlo a sinistra. Eppure, se una certa sinistra non è mai stata tenera con le sue opere, fu proprio a destra che Fellini trovò i maggiori dissensi. Segno che i cosiddetti “irregolari”, hanno sempre avuto difficoltà ad essere compresi fino in fondo. Quando uscì La dolce vita, subito L’Osservatore Romano rispose con un titolo: “Basta”, e il giornale della Confindustria Globo chiese il sequestro del film. Ci furono molte interpellanze parlamentari, soprattutto da parte di fascisti (era l’anno del governo Tambroni) e di democristiani che chiesero il ritiro della pellicola. Ci fu anche un giovane giornalista di destra, diventato poi regista di schermi ben più piccoli, tal Pier Francesco Pingitore che scrisse un articolo dal titolo Le furberie di Fellini: furberie che passarono alla storia, tanto quanto quelle di Pingitore passarono e basta. 
  Fellini non fu mai fascista, anzi, nato nel 20’, poco prima della marcia su Roma, non farà altro che farsi beffa degli stereotipi fascisti in moltissimi suoi film (uno per tutti Amarcord). Non fu mai comunista; lo dimostrano film come Prova d’orchestra o La città delle donne. In quest’ultimo, in particolare, non nasconde un certo distacco nei confronti di quel versante del femminismo militante settantasettino, che probabilmente sentiva come cosa già più non sua e non raccontabile se non come esperienza claustrofobica. Comunque, anche nei due casi appena menzionati, la chiave era sempre quella dell’esasperazione clownesca.
Sarà scontato dire che una cronistoria della vita e delle opere la troverete altrove, sia in rete che su ottime biografie. Una critica ragionata di questo o quell’altro film la troverete su quella marea di saggi e monografie che sono state inevitabilmente scritte su un genio di questa portata.  Quindi a me non rimane che riportare qualche impressione personale, dare qualche contributo originale  avvalendomi della mia esperienza, dei mie ricordi, ma soprattutto di quello che ho potuto reperire fra i vari materiali a disposizione. Nel caso di Fellini c’è il rischio di perdersi nel culto, nel complesso delle testimonianze, nell’agiografia, nonostante la sua non sia stata esattamente la vita di un santo. Comunque Fellini fu cristiano. Cristiano però di una fede non conformista e spietatamente non bigotta. Per questo, forse, dovette confrontarsi con le diffidenze e a volte con gli anatemi del mondo cattolico più conservatore: fu accusato di essere un “lebbroso spirituale”, un attentatore della gioventù; ma poi Fellini ebbe l'idea di proiettare il suo film che diede maggiore scandalo, La dolce vita, in anteprima in presenza di un importante prelato romano che ne aveva difeso i contenuti: si trattava di padre Angelo Arpa, che fu anche critico e produttore cinematografico, oltre che confidente spirituale di Fellini. Arpa difese l'amico regista fino ad essere ripreso dalle gerarchie vaticane.
Ma per avere un quadro chiaro e diretto di come all’epoca poteva essere recepita l’opera di Fellini, non ho trovato di meglio se non ritagliare ampi stralci da una critica di Pasolini, cristiano come Fellini, ma comunista, al film che proprio i cattolici si ostinavano a non capire. Parlo ancora  ed ovviamene de La dolce vita. Ecco come in questo passo Pasolini mette in relazione due “acrobati” del linguaggio come Fellini e Gadda, secondo lui entrambi stilisticamente figli di un rigurgito di irrazionalità decadentista (Gadda, diversamente da Fellini, fu iscritto al partito fascista):
“I comunisti stessi riscoprono il decadentismo e cercano di individuare gli elementi positivi e progressivi. Non io, però: a costo di parere, ai comunisti, settario. lo, per me, dichiaro a tutte le lettere che l’opera di Fellini segna e codifica il ritorno, energico, di un gusto e di una ideologia stilistica che hanno caratterizzato la letteratura europea del decadentismo. Tutti avrete certamente notato come la mia descrizione delle caratteristiche formali del linguaggio di Fellini, avrebbe potuto essere presa quasi di peso e riferita a Gadda. Anzi, vi sarete forse meravigliati come il nome di Gadda non venisse alla luce, quale termine di paragone del confuso senso descrittivo. Infatti: come Fellini, Gadda si compiace, a tratti, di sia pure ironiche compiacènze foniche; come Fellini, Gadda violenta i semantemi;(…) come Fellini, Gadda usa una sintassi che è per così dire, ipertassi, venata ogni tanto di clausole paratattiche; come Fellini, Gadda possiede un lessico che è il più pasticciato immaginabile.(…) Anche la posizione politica di Gadda e Fellini ha qualcosa in comune, sia pure genericamente e schematicamente: tutti e due gli autori, infatti, accettano sostanzialmente le istituzioni, lo Stato e la Chiesa, non ne mettono in discussione le strutture, e le accettano quasi come dati assoluti e immodificabili: salvo poi a essere addirittura anarchici, anche se di un’anarchia tutta satirico-grottesca in Gadda, magico-lirica in Fellini.(…) Il fatto è che Gadda possiede, coscientemente, un sistema ideologico razionale: egli si è formato prima dell’italia qualunquistica e fascista: tutta la sua formazione è sotto il segno del positivismo, niente affatto provinciale, ma anzi, per la sua alta qualità, europeo – molto meno provinciale e molto più europeo di quanto sia mai stato il crocianesimo. Perciò tutta l’opera di Gadda, malgrado i folli, maniaci, ossessivi irrazionalismi che tormentano l’uomo, è dominata da uno spirito razionalistico, che sa sempre storicizzare – positivamente, magari, magari con un eccesso di ricostruzione di verità naturalistica. Egli crede nelle istituzioni statali: ma se queste vacillano continuamente davanti ai suoi occhi, sommuovendo senza sosta il suo enorme macchinario linguistico, è perché, la mente che le osserva e, dolorosamente, contraddittoriamente, le accetta, possiede razionali strumenti di critica per giudicarle. Fellini, al contrario, si è formato durante l’Italia del fascismo, ignorante e stupida: e benché, quando doveva, Fellini sia stato antifascista, e lo sia tuttora, nel modo più virile e democratico, la sua formazione culturale resta originariamente provinciale: al contrario di Gadda – per cui le istituzioni sociali sono degli alti dati moralisticamente civili – per Fellini sono dei miti”.
Ecco invece nello stralcio che segue, come Pasolini, a dispetto della critica ingenerosa e reazionaria dell’epoca,  riesce a trovare un grande messaggio cattolico ne La dolce vita, e ne rivendica l’autenticità:

“Da parte mia, come uomo di cultura e come marxista, stento ad accettare come base ideologica il binomio provincialismo-cattolicesimo, sotto il cui tetro segno opera Fellini. Soltanto delle goffe persone senza anima – come quelle che redigono l’organo del Vaticano – soltanto i clerico-fascisti romani, soltanto i moralistici capitalisti milanesi, possono essere così ciechi da non capire che con La dolce vita si trovano davanti al più alto e al più assoluto prodotto del cattolicesimo di questi ultimi anni”.

Infine Pasolini vuole “salvare” o “inventare” anche un Fellini catto\marxista, quello cioè che lui preferisce:

“Mi resta, tuttavia, ancora da dire perché il film mi piace, talvolta fino all’emozione più profonda. E allora dovrò spostare il punto di vista su un terreno franco, su una “waste land”, se volete, dove reperire in me i resti (quanto abbondanti!) di decadentismo, e in Fellini i presupposti (quanto abbondanti!) di realismo. Ho detto dell’acribia ideologica di Fellini, del suo disperato bisogno di affidarsi all’istinto e alla vocazione: devo aggiungere che in tale acribia restano involute e confuse anche le sue aspirazioni razionali, e proprio in senso marxista, che irrompono, e quanto spesso, nella sua opera. Ma non direi, però, che il titolo maggiore di merito sia qui: ciò che conta in termini e ciò che di eterno e assoluto permane nella sua ideologia genericamente cattolica: l’ottimismo, amoroso e simpatetico. Guardate la Roma che egli descrive: è difficile immaginare un mondo più perfettamente arido. Un’aridità che toglie vita, che angoscia. Vediamo passare davanti ai nostri occhi un fiume di personaggi umilianti, in un umiliante spaccato della capitale: tutti cinici, tutti meschini, tutti egoisti, tutti viziati, tutti presuntuosi, tutti vigliacchi, tutti servili, tutti impauriti, tutti sciocchi, tutti miserabili, tutti qualunquisti: è la mostra della piccola borghesia italiana in un suo ambiente che ne esalta gli aspetti, che la brucia in una tetra luce evidenziante. Ad essa si mescolano, dall’alto e dal basso, dei mostri, irrelati, irriferibili: dall’alto i nobili, dai basso i sottoproletari, e vi portano una ventata che a suo modo è pura, è vitale. Ma come essere riusciti a vedere purezza e vitalismo anche nella massa piccolo-borghese che brulica in questa Roma arrivista, scandalistica, cinematografara, superstiziosa e fascista, mi sembra una cosa incredibile. Eppure non c’è nessuno di questi personaggi che non risulti puro e vitale, presentato sempre in un suo momento di energia quasi sacra. Osservate: non c’e un personaggio triste, che muova a compassione: a tutti tutto va bene, anche se va malissimo: vitale è ognuno nell’arrangiarsi a vivere, pur col suo carico di morte e di incoscienza. Non ho mai visto un film in cui tutti i personaggi siano così pieni di felicità di essere: anche e cose dolorose, le tragedie, si configurano come fenomeni carichi di vitalità, come spettacoli. Bisogna davvero possedere una miniera inesauribile d’amore, per arrivare a questo: magari anche d’amore sacrilego... li neo-decadente Fellini è colmo ditale amore indifferenziato e indifferente. Ed è questo amore che – se, per essere irrazionale, e quindi “per contraddizioni che noi consente”, non ha dato un capolavoro – ha dato però degli altissimi frammenti di capolavoro”.
Pasolini, «Filmcritica», n. 94 del 1960.