Onde evitare che, smaltita la sbornia da lacrima facile
sulle lacrime vere dei parenti, amici e connazionali dei senegalesi morti a
Firenze pochi giorni fa, tutto ricominci come prima; onde evitare che al primo
caso di un’italiana massacrata o stuprata da un arabo o da un rumeno non si
scateni (tanto per soddisfare il contraddittorio da talk-show) la retorica ben
più perniciosa della parte avversa, e soprattutto le reazioni a questa
conseguenti; fermiamoci e ragioniamo, non tanto sui fascisti, ma più che altro
su questo nostro “terzo millennio”.
Oggi i nostri riflettori sono puntati su quelli di
Casapound, che avendo come simbolo una tartaruga ed avendo eliminato fasci e
svastiche, possono evitare le sanzioni previste dalla legge 545 del 20 giugno
1952, detta “legge Scelba” ( uno che di certo non apparteneva a correnti vicine
al bolscevismo internazionale). La denominazione “terzo millennio” li esonera
dal fascismo.
Quello che io mi chiedo è: quanto il terzo millennio ha
esonerato dal fascismo molti altri prima di loro? Quanta responsabiltà c'è nella politica e nella cultura di chi ha giustificato o addirittura istituzionalizzato il razzismo degli ultimi anni ? è solo un problema che si risolve con la solita categoria asettica dell' etnocentrismo? So di riaprire una ferita, ma
non riesco a farne a meno.
Torniamo al 2001.
Questo terzo millennio era appena iniziato e già si inaugurava un’era di
discriminazioni fondate su una presunta superiorità culturale: quella
dell’occidente libero, liberale e cristiano, su un mondo islamico arretrato,
rozzo e da “democratizzare” a tutti i costi, con le buone o con le cattive; e
si usarono le cattive. Quando un manipolo di terroristi buttò giù due
torri, non si pensò di scovare i terroristi ( del cui capo non si è mai saputo
nulla se non che giace in fondo ad un oceano), ma di occupare due stati sovrani
che non avevano assolutamente attaccato un altro stato sovrano. La cosiddetta
“war on terror” fu la scusa per imporre la vecchia retorica “civiltà – contro -
barbarie” e aprire campi di tortura . Fu così coinvolto tutto il mondo
occidentale in uno scontro di civiltà che ci riporto indietro di otto secoli al
tempo al tempo delle crociate, quando Urbano II al Concilio di
Clermont-Ferrand, incitò i cristiani al grido di “Dieu li volt” (Dio lo vuole),
versione medievale del più recente “Gott mit uns”.
Chi fu fra i tanti profeti e profetesse del “Dieu li volt”
del terzo millennio una delle più venerate ed efficaci? Oriana Fallaci.
Guai a profanare il sonno dei morti; perché la Fallaci non è
più fra noi dal 2006. E i morti delle guerre in nome di Bush? I morti in nome
del petrolio? Ovvio: la mia è retorica da strapazzo; ma vediamo di quale
retorica si servì Oriana Fallaci nel 2001 nel suo “la rabbia e l’orgoglio”, bestseller mondiale che Ferruccio De Bortoli
all'epoca definì “straordinario scritto” http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/09_Settembre/15/rabbia1.shtml
Tanto per cominciare ecco una spolverata di insulti generici
all’Islam:
“Barbari che invece di
lavorare stanno sempre col sedere all’aria cioè a pregare cinque volte al giorno
(pag 79) …Ragionarci è impensabile, trattarli con indulgenza o tolleranza o
speranza, suicidio (pag 91)… Figliano troppo oltretutto…non fanno che figliare.
Moltiplicarsi (pag 127)…Santità, perché in nome del Dio unico non se li prende
in Vaticano? A condizione che non smerdino anche la cappella Sistina s’intende
(126)”
Ecco la retorica sugli “stati canaglia”:
“ accanto all’Iran c’è
l’Iraq, accanto all’Iraq c’è la
Siria, accanto alla Siria c’è il Libano… Lo scontro tra noi
non è militare. E’culturale, è religioso… E la verità non sta necessariamente
nel mezzo. A volte sta da una parte sola (pag 27)”.
Insulti ai testi sacri:
“in difesa della fede
il Corano ammette la menzogna, la calunnia, l’ipocrisia” (pag 31)”.
Razzismo e incitazione alla guerra:
“ Se i fottuti figli
di Allah mi distruggessero uno solo di questi tesori (patrimonio artistico
fiorentino n.d.r.), assassina diventerei.
Di coglioni ne ho più di voi …guerra avete voluto, guerra volete? Per quel che
mi riguarda, che guerra sia. Fino all’ultimo fiato (pag 35)”.
Delirio imperialista:
“Quali sono i simboli
della forza, della ricchezza, della potenza del capitalismo americano? Non
certo il jazz e il rock and roll. Sono i suoi grattacieli, il suo pentagono, la
sua scienza, la sua tecnologia. Quei grattacieli impressionanti. Così alti,
così belli, che ad alzar gli occhi quasi dimentichi le piramidi e i divini
palazzi del nostro passato (pag 61)”.
Si ritorna a “mamma li turchi”:
“Ai militari sovietici
tagliavano le braccia e le gambe rammenti? Un vizietto cui s’erano abbandonati già in Libano coi
prigionieri cristiani ed ebrei (pag 80-81)”.
Faccio ora un condensato di perle sulla superiorità culturale
dell’occidente:
“ A me dà fastidio
perfino parlare di due culture: metterle sullo stesso piano…dietro alla nostra
civiltà c’è Omero, c’è Socrate, c’è Platone perdio. C’è un rivoluzionario, quel
Cristo morto in croce, che ci ha insegnato il concetto dell’amore (85)” .
Alla Fallaci evidentemente no. “ C’è la scienza perdio, una scienza che in
pochi secoli ha fatto scoperte da capogiro: Copernico, Galilei, Newton, Einstein
non eran mica seguaci di Maometto (86)” Chissà se la Fallaci aveva mai sentito
dire che quando i nostri macellai usavano le sanguisughe o amputavano
arti, in terra d’Islam esisteva la
medicina del signor Avicenna. Ma
Insiste: “ Dietro l’altra cultura, la
cultura dei barbuti con la sottana e il turbante, che c’è (87)”? Forse
oltre ad Avicenna anche Farabi, Al
Kindi, Ibn Bajja?, e quell’Avverroè
che spiegò all’occidente chi era Aristotele? Ma poi la Fallaci ci spiega che “Le
mille e una notte divennero le
fiabe della mia fanciullezza”; Alleluja? Macchè: “Ma onestamente non me la sento di paragonare quelle graziose fiabe
all’Iliade, all’Odissea, ai Dialoghi di Platone.(44)” UUUUHHH
Cerchiamo adesso di capire come sia possibile che la Fallaci abbia potuto fare
la giornalista:
“Pretendono sempre più
moschee, loro che nei loro paesi non fanno costruire neanche una chiesetta
(124)”. Fornisco giusto qualche dato sulla mia esperienza personale: io sono nato in Siria nell’ospedale “San Paolo” gestito da suore
cristiane, e ho vissuto ad Algeri per ben 3 anni, dove c’era una bella
chiesetta nella quale ho fatto il chierichetto dall’82 all’84 ( fu l’esperienza
che mi introdusse all’ateismo, ma questa è un’altra storia).
“Quella musica senza
la quale non sappiamo vivere e che nella loro cultura o supposta cultura è
proibita (86)”. La Fallaci avrebbe dovuto leggere il Kitab al musiqa al kabir
(Grande trattato di musica) di Al Farabi,
o la Terza
parte XII sezione del Kitab al sifa di Avicenna, o Il Kalam fi l-alhan (Discorso sulla melodia) di Ibn Bajja.
“Non le rammenta
nessuno le sante parole di Lenin: la religione è l’oppio dei popoli? (pag
118)”. Ci può sorprendere che per l’occasione la Fallaci si fosse improvvisata anche
leninista, ma la frase di cui sopra, come sanno anche i muri, era di Marx.
“Se questo Corano è
tanto giusto e pacifico come la mettiamo con la storia dell’occhio per occhio,
dente per dente? (88)”. Era la
Bibbia signora Fallaci…era la Bibbia (Esodo 21,23).
Veniamo dunque al redde rationem. Perchè Oriana, si sa, è un intoccabile, oggi più di allora, quando faceva la vittima e prevedeva i roghi per il suo libro "coraggioso". Ma i roghi non ci furono; tutt'al più qualcuno disse di non riconoscere più la Oriana che stava con Panagulis ed era amica di Pasolini. I libri non si bruciano: si leggono. Se però contengono nefandezze culturali se ne possono denunciare i contenuti senza fare sconti. I progressisti in questo non ebbero e non hanno meno colpe dei forcaioli di destra. La Fallaci non fu soltanto una che "era invecchiata male", come Gianpaolo Pansa o altri; la Fallaci visse una vecchiaia razzista e intollerante, e questo furono in pochi a dirlo, forse per paura di scomodare un monumento, una che per il suo attivismo durante la guerra ricevette a soli 14 anni un riconoscimento d'onore. Ma anche i monumenti cadono. Ecco che cosa intendo:
“Da noi ci sono venuti
con le maledette navi, con i maledetti gommoni ( 128)…quei volti distorti,
cattivi, ostili…non li dimenticherò mai perché, oltre a sentirmi offesa a casa mia,
mi sentivo beffata dai ministri che ci dicevano: “ vorremmo rimpatrialrli ma non
sappiamo dove si nascondono”. Stronzi! Per rimpatriarli sarebbe bastato
metterli in fila, prego gentile signore s’accomodi, accompagnarli ad un porto o
aeroporto e rispedirli nel loro paese (129)…albanesi, sudanesi, bengalesi, i
tunisini, gli algerini, i pakistani, i nigeriani che con tanto fervore
contribuiscono al commercio della droga ( A quanto pare un crimine non proibito
dal Corano)…i ladri che ti assaltano mentre dormi nel tuo letto e guai se alle
loro revolverate rispondi con la tua revolverata (123)”.
Perché la
Fallaci sa che i ladri non nascono dalla povertà, ma dalla
ricchezza: “ se sono tanto poveri, chi
glieli dà i soldi per il viaggio sulla nave o sul gommone che li porta in
Italia? (126).
Ecco, ho concluso…o meglio ha concluso. Questa per me è una
summa di quello che si può definire fascismo del terzo millennio. Ma poi forse
mi sbaglio, sto esagerando come al solito. Me lo spiega la Fallaci stessa: “ Al
posto delle campane ci ritroviamo i muezzin, al posto delle minigonne ci
ritroviamo il burkah , al posto del cognacchino ci ritroviamo il latte di
cammella (pag 83). Il suo non era fascismo…era un cognacchino. E quella di
Casseri non era una Magnum…era un gelato del terzo millennio.

0 commenti:
Posta un commento