Io ho capito perché la gente ogni tanto “sbrocca” su
facebook e se ne esce con qualche sparata eclatante da anticristo mediatico:
potrebbe sembrare esaurimento da esposizione al web, ma in realtà è quella che
andrò ad indicare come “sindrome da accumulo di minchiate”.
Cercherò di darne una spiegazione scientifica.
Un social network è una comunità virtuale, ma è pur sempre
una comunità. Cosa succederebbe se un individuo fosse costretto a vivere
costantemente insieme ad altri? Cosa succederebbe se anziché alternare la calma
di un momento di solitudine e riflessione con la frenesia e il caos della spesa
al mercato rionale, fosse costretto a vivere SEMPRE dentro a quel
mercato rionale? A furia di sentire
quello che se la prende con il governo, quello che se la prende con gli
stranieri, quell’altro che ce l’ha con il vicino perché il cane gli piscia sul pianerottolo,
quello che “ la gente compra meno”,
quello che “ i residenti si lamentano sempre”, quello che “è tutto un cantiere,
quando finiranno sti’ lavori”, quello che “ questi stanno ancora al medioevo”,
insomma; a furia di tutto questo, poi frullato e shakerato con un’addizionale
di suoni, frastuoni, tintinnii, rimescolii, brontolii, fremiti, frulli e
strepiti, l’individuo di cui sopra, colto da raptus prima divinatorio-mistico,
poi catastrofico-declamatorio, comincerà a lasciarsi trasportare dal fiume
delle minchiate ed a parteciparvi anch’egli, in un turbinio di devastanti
flutti verbali che dalle schiumose rapide risaliranno per le correnti impervie.
Ed ecco che la sindrome da accumulo di minchiate è ormai contratta: il
malcapitato si lancerà in un consesso di amorose licenze con la retorica; si
abbandonerà ad una frenetica e voluttuosa danza con la banalità; si scioglierà
come ghiaccio nel calice zuccheroso e sdilinquito della mediocrità; insomma
comincerà a dire MINCHIATE.
La stesso e identico fenomeno si può chiaramente verificare
in una comunità virtuale. Non vale la regola secondo la quale uno può
frequentare un social network solo un’oretta al giorno, perché quando lo
frequenti non sei mai solo, ma sempre nel mercato (ormai ci sono i famigerati e
atroci “aggiornamenti”). Dunque come al mercato le voci, suoni, frastuoni,
tintinnii, rimescolii, brontolii, fremiti, frulli e strepiti, sono tanti almeno
quanto è il numero di contatti che hai accumulato, e a quell’accumulo, dopo un
po’ corrisponderà la “sindrome da accumulo di minchiate”.
Proverò, anche ora che ho fatto il parallelo fra due
realtà, quella reale e quella virtuale, ad avere un approccio scientifico con
il problema.
Su facebok avremo varie tipologie di soggetti da “mercato” o
“piazza virtuale”. C’è il grafomane, che lascia di se scritto ogni particolare:
“ vino pessimo”, “impepata di cozze mediocre”, “ traffico sulla braccianese”, “
scarpe nuove, puzza di piedi vecchia” ecc.
C’è il malato da “copia e incolla”, che copierà e incollerà qualsiasi
cosa, anche le proteste contro la casta dei paguri cattolici danesi che non
pagano l’irpef allo stato islandese che
così non riuscirà a ribellarsi definitivamente al FMI.
C’è quello che ti invita 10 volte in 3 giorni su qualche
giochetto cretino tipo Merdville. C’è quello che ti iscrive a tua insaputa al
gruppo “ amici delle pseudomorfosi criptozoologiche nel geco vietnamita ”. C’è quello che è iscritto a 67 gruppi
compreso il gruppo “ come uscire da 67 gruppi senza offendere quasi nessuno”.
C’è il diffusore di teorie complottiste (gettonatissimo), che è anche un portatore
sano di “copia e incolla”, nonché di gruppi pieni di portatori sani di
complottisti che copiano e incollano. E infine c’è quello che deve dire la sua,
cioè un po’ tutti. Ma quand’è che la soglia del fastidio da sindrome di accumulo
di minchiate comincia a oltrepassare i limiti della tollerabilità? Se uno ha
solo ( si fa per dire) un centinaio di amici e li conosce tutti personalmente,
è un conto; ma se uno ha più di 1000 amici e ne conosce personalmente appena la
metà? Il coro di voci, suoni, frastuoni, tintinnii, rimescolii, brontolii,
fremiti, frulli e strepiti, si farà assordante e insidioso, ed ecco che il raptus
mistico-declamatorio comincerà come un demone ad impossessarsi del Facebookista
ormai stolido e inespressivo. La prima sequela di minchiate è
dietro l’angolo.
Ed ecco descritta l’ultima tipologia di soggetto
da “mercato” o “piazza virtuale”: quello affetto, anche solo momentaneamente,
da sindrome da accumulo di minchiate. Cioè quello che per via delle minchiate
altrui si ritrova inesorabilmente a dire minchiate anch’egli. E’ il classico
serpente che si morde la coda: se gli altri non dicessero minchiate non le
direbbe neanche lui, ma siccome ormai lui le dice può infettare anche gli
altri.
Ecco alcuni esempi di queste esternazioni estemporanee,
altrimenti dette “perle di schifezza”, altrimenti dette “effetti della sindrome
da accumulo di minchiate”, altrimenti dette minchiate.
ESEMPIO NUMERO UNO:
i grandi problemi
della sinistra italiana: gli "indignados" o come cazzo si chiamano \
sabina Guzzanti \ Ascanio Celestini \ tutto il pd \ Steve Jobs (ormai fa parte
della famiglia) \ i film di Bombolo e cannavale \ Gaber che canta "cos'è
la destra cos'è la sinistra" \ Almodovar \ Jovanotti e chi + ne + ne
metta.
RIPARTIRE DAI
FONDAMENTALI!!!!!!
ESEMPIO NUMERO 2:
Fascista di merda!
ESEMPIO NUMERO 3:
Ancora pochi giorni e
torneranno definitivamente di moda gli anni 90. Non date retta a nessuno
stronzo che cerca di buttarvela in caciara: facevano ancora più schifo degli
anni 80!
ESEMPIO NUMERO 4:
Attenti!!! non
accettate richieste di amicizia da Tony Scaprazzo, Tony Scaprazzo modificherà i
vostri dati genetici e li darà in pasto a Brlbnap. Egli è impuro e si fotte
pure le capre. Copia, incolla, taglia il bavero e metti a bollire a 90 gradi.
Esempio numero 5:
MATMOS. usano i rumori
del grasso durante una liposuzione
E pensare che c’è molto di peggio…



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